La delirante Boldrini su Twitter: ” Gli attacchi della destra? Sono medaglie”.

Di Giulia Melodia – Dl sicurezza e dintorni: la Boldrini non ne azzecca una. Al centro di dure polemiche e aspri botta e risposta con diverse personalità del mondo della politica e del giornalismo, nelle ultime settimane la presidentessa pro-immigrazione coatta insiste a battere con la lingua dove il dente duole. E non ne dice una giusta. Il tema dell’accoglienza imposta dalla pletora di buonisti dem, si sa, è un nervo scoperto. Ma lei continua, indefessa, a rivendicarne liceità e obblighi, a dispetto di tutto e di tutti: italiani in primis.

Dl Sicurezza, delirante tweet di Laura Boldrini

La bomba allora esplode in Aula, quando in discussione c’è proprio il dl sicurezza che coinvolge un suo controverso emendamento sul divieto di rimpatrio per qualunque clandestino si dichiari omosessuale allo sbarco sulle nostre coste. Ma le deflagrazioni investono anche le ore successive al dibattito parlamentare. Tanto che, poco fa, sentendosi nel centro del mirino, la fondatrice di Leu e transfuga nel Pd dell’ultim’ora, commenta tra i denti: «Dopo giorni in cui, nell’aula di Montecitorio, la destra ha parlato di “boldrinizzazione” del Parlamento. E di “boldrinate” in riferimento al decreto immigrazione, voglio dire una cosa. Gli attacchi della Lega sono per me medaglie sul petto».

Pillole di orgoglio femminista

Lei, che ha ostentato l’orgoglio femminista a chiunque non la chiamasse “la presidente”, declinando al femminile cavalieri e carte intestate di palazzo ai tempi della sua reggenza a Montecitorio. La Boldrini, che insiste a volerci convincere che tutti i migranti sono delle “risorse”: compresi quelli clandestini, violenti, potenziali untori di Covid in fuga che se ne infischiano di divieti e obblighi. Laura Boldrini, che per anni ha interpretato il ruolo della vittima numero uno dell’odio social, prima lancia la provocazione (come con la delirante risposta data a Giorgia Meloni che obietta logica e attendibilità del suo emendamento al Dl sicurezza).

La vexata quaestio Feltri

E ancora. Sempre lei, dopo il caso Feltri, con cui ha provato – senza riuscirci – a mettere illustri padre e figlio contro, torna alla carica indossando le logori vesti del capro espiatorio sacrificale. E replicando con ostentazione alle accuse mosse al suo indirizzo dall’opposizione tutta, prova a dissimulare. Ma, come detto, fingere indifferenza con credibilità non è proprio il suo forte…

Il web si scatena contro la sua crociata pro-immigrati

E così, quando su Twitter appare il cinguettio della Boldrini in risposta alle ultime polemiche scatenate dalle posizioni della deputata dem sul tema immigrazione declinato anche ai suoi emendamenti, in risposta al suo trionfale annuncio: «Con il #decreto sull’#immigrazione mandiamo in soffitta le leggi di Salvini. Finalmente», i commenti si sprecano. Basterà citarne due su tutti: «Credo che tu stia danneggiando noi donne invece di aiutarci con questa continua polemica anche quando non serve»! Seguito da un tombale: «L’Italia è morta. E adesso goditi pure i delinquenti che stiamo importando a vagonate. Io sono all’estero e di sicuro non rientro. Grazie». Chissà se anche queste considerazioni degli utenti social saranno per Laura Boldrini altri preziosi cimeli di guerra. Ennesime medaglie da appuntare con orgoglio…

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