Infermiera shock: “Mi impegnerò a staccare la spina ai pazienti non vaccinati” (FOTO)

Erano definiti angeli quando intubavano le persone bruciando loro i polmoni per seguire un protocollo sanitario errato. Oggi, nonostante sappiano che stanno inoculando un farmaco genico sperimentale, si accaniscono con affermazioni inquietanti verso chi non intende sottoporsi alla sperimentazione anti Covid-19. Di conseguenza, siamo sicuri che questi operatori sanitari si limiteranno soltanto alle minacce e non passeranno alle vie di fatto? Ci vuole un’indagine approfondita da parte del ministero e da parte di tutte le autorità competenti, affinché venga verificato lo stato psicologico di chi opera negli ospedali, in modo da tutelare la salute pubblica.

Recentemente una dottoressa di Palermo auspica campi di sterminio e camere a gas; delle infermiere di Viareggio ambiscono alla tortura e una certa Carlotta Saporetti dichiara, sfacciatamente su Twitter, di voler “staccare la spina” per uccidere chi ha scelto di non fare la cavia, non sottoponendosi al farmaco genico sperimentale contro il Covid-19. Così come c’è da sperare che venga curato in modo serio ed adeguato, da eventuali sanitari no-vax, anche chi è vittima degli effetti collaterali dovuti alla sperimentazione. Insomma: medici e infermieri devono curare e non fare i giustizieri. Lo riporta quest’oggi LaPekoraNera.

 

C’è da domandarsi come possano questi individui aver scelto un mestiere in ambito sanitario se le loro menti sono propense a torture e omicidi per questioni ideologiche. Sono fatti gravissimi. Costoro dovrebbero essere licenziati perché il loro equilibrio mentale non consente il contatto con dei malati. Anzi, dovrebbero essere curati loro stessi da bravi psicologi o psichiatri. Intervenga direttamente il ministro Speranza in modo da garantire ai cittadini, almeno dal punto di vista morale e psicologico, dei seri professionisti in ambito sanitario e non dei potenziali criminali.

 

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