“Il viso come un pallone”. Così è morta per un piercing

Dal Brasile arriva la storia di una studentessa 15enne morta “a causa di un piercing”, devastata da un’infezione provocata da un foro al sopracciglio; la giovane, che si chiamava Izabela Eduarda de Sousa, aveva infatti realizzato in casa sua quel buco sul proprio viso, facendosi aiutare da un’amica. La tragedia in questione è avvenuta all’inizio del mese in un’abitazione nel Comune di Engenheiro Caldas, nello stato brasiliano sud-orientale del Minas Gerais. La malcapitata aveva scelto di farsi un piercing al sopracciglio nonostante il parere contrario della famiglia e, per eludere la sorveglianza dei genitori, aveva voluto farsi aiutare da una complice per realizzare in casa quel foro fatale.

Dopo avere praticato quel buco sul volto, per Izabela, ricostruiscono gli organi di informazione internazionali, è iniziato un calvario, con la sua faccia che ha cominciato a manifestare i segni di una setticemia. Il buco sil sopracciglio che la giovane aveva realizzato clandestinamente con la complicità dell’amica era infatti andato in infezione; l’occhio sinistro, ossia quello sottostante il foro, aveva così cominciato a irritarsi e a gonfiarsi, seguito dal resto della faccia della 15enne. Alla fine, l’intero volto della ragazza si era “gonfiato come un pallone”.

L’infezione conseguente al piercing, oltre a quel gonfiore, le aveva provocato anche crescenti problemi alla salute, fino a rendere indifferibile il ricovero in ospedale. Una volta arrivata in clinica, il personale sanitario decideva subito di trasferirla nel reparto di terapia intensiva, dove lei avrebbbe trascorso una settimana attaccata a un respiratore. Tuttavia, la ragazza, nonostante i tentativi dei medici di contrastare l’infezione, è morta per gli effetti di quel piercing avventato. I medci dell’ospedale hanno alla fine precisato che, se anche la paziente fosse sopravvissuta, sarebbe comunque vissuta “priva della vista” e con un corpo martoriato dagli effetti della sepsi.

La famiglia della vittima, dopo la conferma del decesso di quest’ultima, ha manifestato tutta la propria disperazione, con una zia della 15enne che ha preso spunto da quel dramma per esortare i giovani a non compiere gesti ribelli analoghi a quelli di Izabela e a “obbedire ai genitori, agli zii, alle zie, ai nonni”. Anche le organizzazioni dei professionisti sanitari sono intervenute sulla tragica vicenda puntualizzando che i piercing e ogni altro intervento estetico vanno eseguiti solamente da personale qualificato e in centri specializzati.

Nonostante tali appelli lanciati dai professionisti, tra i giovani internauti di tutto il mondo sta spopolando la tendenza a “ritoccarsi da sé”, con, ad esempio, gare virali su TikTok in cui delle studentesse si riprendono mentre si bucano il naso e altre parti del viso utilizzando dispositivi non autorizzati e rischiando setticemie, danni ai nervi e l’Hiv.

 

ilgiornale.it

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