Il vaccino italiano ReiThera funziona: “Può bastare una sola dose”

Presto vi sarà un’altra arma da usare nella guerra contro il coronavirus. La sperimentazione del vaccino italiano ReiThera GRAd- CoV2 prodotto da ReiThera, istituto che ha sede a Castel Romano, sembra dare buoni frutti.

“I risultati fin qui ottenuti sono più che soddisfacenti e davvero giustificano l’ingresso nelle successive fasi due e tre”, ha affermato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, nel corso della presentazione all’Istituto Spallanzani di Roma dei dati della prima fase della sperimentazione del farmaco. “Quanto è venuto a realizzarsi – ha continuato – può ben rappresentare un modello prototipale che resterà poi a documentazione di quanto il Paese è in grado di garantire alle persone che vi abitano in termini di capacità di creare massa critica sofistica per la ricerca biomedica”.

Gli ha fatto eco Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, che ha illustrato come il percorso del vaccino italiano, iniziato all’Istituto il 24 agosto, sia proseguito con riunioni che si sono tenute tutte le settimane. Per portare avanti gli studi sono state monitorate 100 persone mentre i vaccinati sono stati 45. Tutti sono arrivati alla fine per la valutazione della sicurezza. “Non c’è stato nessun evento avverso nei 28 giorni successivi. L’unico effetto indesiderato, quello che si è presentato nel sito di iniezione, ma in tutti è rientrato senza necessità di interventi sanitari”, ha evidenziato ancora Ippolito.

C’è stata un po’ di infiammazione sul sito di iniezione. Ma le reazioni, ha spiegato il direttore scientifico dello Spallanzani, sono state comunque “inferiori a quelle di Moderna e Pfizer”. I volontari hanno sentito in qualche caso mal di testa, stanchezza o poche linee di febbre.”Con una sola dose- ha proseguito- gli anticorpi raggiungono il picco dopo 4 settimane, poi restano costanti. Potrebbe dunque non esserci bisogno di richiamo”.

Ulteriori importanti informazioni sono state fornite dallo stesso vaccino in merito all’”Immunità T”, ovvero le riserve di anticorpi. “Gli anticorpi neutralizzanti sono rilevabili in 42 dei 44 valutati, cioè nel 92,5% dei casi. Il che permette di avere risposte immunologiche efficaci. Esattamente come abbiamo potuto osservare nei pazienti convalescenti nel nostro Istituto”, ha sottolineato ancora Ippolito.

Il vaccino ha, quindi, dimostrato di essere sicuro e di essere simile, nella risposta, a quella che generano altri farmaci già approvati dalle autorità competenti. Ma il percorso per mettere a disposizione della comunità il vaccino è ancora lungo. “Ora ci aspettano le altre Fasi, a partire dalla 2, per il quale è necessario però l’impegno dello Stato”, ha ricordato Ippolito. Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, ha garantito che l’esecutivo è pronto a fare la sua parte. “A dicembre è stato finanziato il capitale necessario per le fasi successive della sperimentazione del vaccino anti Covid prodotto da ReiThera. Il governo entrerà nel capitale dell’azienda per sostenere la fase 2 e la fase 3. Il che permetterà all’Italia di dipendere il meno possibile da altri stati e di raggiungere l’indipendenza sui vaccini”.

Antonella Folgore, presidente dell’azienda Reithera, ha fissato l’obiettivo una volta che arriverà l’ok delle autorità competenti: sviluppare 100 milioni di dosi per anno. Per di più vi è anche un’altra buona notizia: il vaccino è stabile a una temperatura tra 2 e 8 gradi. Un fattore che faciliterà la conservazione del farmaco.

Soddisfazione per i risultati di fase 1 sul vaccino ReiThera è stata espressa dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Sono incoraggianti i primi risultati del vaccino sviluppato da ReiThera e sperimentato all’Istituto Spallanzani. Se si confermeranno i dati ottenuti finora avremo nei prossimi mesi un vaccino efficace e sicuro con una sola dose invece che con due dosi. Sarà prodotto interamente nel nostro Paese. È importante continuare ad investire sulla ricerca italiana e sulle sue eccellenze scientifiche”.

Vaccino italiano: i 4 vantaggi

Sono 4 i vantaggi che presenta il vaccino italiano. Il primo riguarda i costi: la ricerca è stata sponsorizzata dalla Regione Lazio con 5 milioni di euro. L’investimento si aggira intorno ai 20 milioni di euro, considerando anche i 12 messi in campo in autonomia dall’Istituto: una cifra nettamente inferiore rispetto a quelle spese dai colossi delle case farmaceutiche come Pfizer BioNTech e Moderna. Altro elemento riguarda le dosi. ReiThera dovrebbe produrre 100 milioni di vaccini a partire dall’estate: se il programma verrà rispettato l’Italia diventerà autosufficiente sul profilo della campagna di vaccinazione. Il terzo elemento, come già sottolineato, è che le stesse dosi si conservano a temperature tra 2 e 8 gradi centigradi. L’ultimo fattore è che, almeno secondo le prime indicazioni, basterebbe una sola dose.

ilgiornale.it

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