Il politicamente corretto taglia la lingua: via “grassa” e “brutta” dal libro di grammatica

“Lucia è troppo grassa per indossare una minigonna“. “Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo“. Sono alcune frasi contenute sul libro di testo scolastico ‘Datti una regola – Sintassi; Grammatica per la scuola secondaria di primo grado‘, edito da Rizzoli Education.

Il politicamente corretto e la grammatica

La Rete dei Comitati Genitori delle scuole di Bologna lo ha segnalato in una lettera di protesta che ha come destinatari la Casa editrice, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna, Clede Maria Garavini, e Daniele Novara, direttore del centro psicopedagogico educazione e gestione dei conflitti, e ha chiesto la rimozione delle frasi dal testo.

Ma gli esempi illustrano solo regole, non sono rivolti a persone reali

Si arriva all’assurdo di creare polemiche per degli esempi che devono servire a illustrare regole grammaticali e che non si riferiscono a persone reali. L’obiettivo finale sarà espungere dal vocabolario gli aggettivi scomodi e adattarci alla “cancel culture” applicata alla lingua italiana.

Messaggi “svilenti” che rafforzano gli stereotipi femminili

“Siamo dell’avviso – scrivono i genitori – che simili espressioni e i contenuti a cui fanno riferimento abbiano un risvolto fortemente diseducativo. Poiché contengono riferimenti offensivi rivolti al genere femminile. Esse rappresentano alcuni esempi dei molteplici messaggi svilenti rivolti al genere femminile, Che purtroppo, quotidianamente, invadono i tanti e diversi canali di interazione e comunicazione esistenti”.

Anche “Franca ama Luigi benché spesso la faccia soffrire” non va bene

“Nell’insieme – prosegue la lettera – questo tipo di messaggi non solo offendono, ma rafforzano, tanto nelle ragazze quanto nei ragazzi, gli stereotipi femminili in base ai quali le giovani donne debbono conformarsi nell’aspetto fisico e nei modi di agire a un ideale precostituito, con la conseguenza che coloro che non vi si adeguano siano escluse dall’attenzione dei coetanei”.

La Rete dei Comitati dei genitori segnala anche un’altra frase riportata in un esercizio: “Franca ama Luigi, anzi lo adora benché spesso la trascuri e la faccia soffrire” che – fanno presente – “rafforza l’idea di subalternità della donna rispetto all’uomo”.

secoloditalia.it

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