Il padre di Saman: “L’Italia le ha fatto il lavaggio del cervello”

“Lo Stato italiano ci sta trattando male, sta provando a cambiare la religione delle nostre ragazze”. Punta il dito contro “lo Stato italiano” Shabbar Abbas, il padre della giovane Saman, la 18enne pakistana della quale non si hanno più notizie dallo scorso aprile e per la cui scomparsa la procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Una fonte anonima ha rivelato in esclusiva a Quarta Repubblica la versione che l’uomo, rifugiato in Pakistan con la moglie Nazia Shaheen, starebbe raccontando ai suoi connazionali circa la drammatica vicenda per cui è indagato.

“Le hanno fatto il lavaggio del cervello”
Non ha dubbi il papà di Saman “è colpa dello Stato italiano” se sua figlia “non credeva più a Dio e al Profeta”. A rivelarlo è una fonte anonima, vicina al clan degli Abbas, ai microfoni di Maria Chiara Carbone, l’inviata del programma condotto da Nicola Porro.

Shabbar, a detta del testimone, sostiene che alla sua primogenita abbiano fatto “il lavaggio del cervello”. Da qui, l’accusa anche nei confronti della polizia: “ci porta via le figlie, facendo loro il lavaggio del cervello e portandole verso il cristianesimo e le volgarità”. Il 46enne nega di essere coinvolto nella vicenda: “Non posso dire le bugie, sono anziano. – dice – Chi può uccidere le proprie figlie?”. In Italia “l’hanno quasi convertita”, rincara poi la dose prendendosela con le autorità italiane.

A che punto sono le indagini
Mentre Shabbar proclama la propria innocenza in patria, le ricerche del cadavere di Saman- nell’ipotesi verosimile che la giovane sia stata uccisa e sopolta nelle campagne di Novellara – sono state sospese dopo circa 70 giorni di attività.

Gli unici dati certi della vicenda restano il nome dell’eventuale autore dell’omicidio – Danish Hasnain, zio della vittima – e il fatto che i genitori della ragazza, il già citato Shabbar Abbas e la moglie Nazia Shaheen, siano rifugiati in Pakistan, Paese verso cui la Procura di Reggio Emilia ha inoltrato la richiesta di rogatoria internazionale.

Per il momento, agli arresti vi è solo uno dei cugini della 18enne, Ikram Ijaz, fermato in Francia mentre tentava di raggiungere la Spagna e ora nel carcere di Reggio Emilia seppur neghi ogni qualsivoglia coinvolgimento nella scomparsa della ragazza. Sono ancora in fuga, invece, lo zio di Saman e l’altro cugino sospettato del presunto delitto. Per entrambi è stato emesso un mandato di cattura internazionale.

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