Il fratello sbugiarda Malika: “Ecco perché vi ha chiesto i soldi”

Il fratello di Malika Chalhy, la ragazza 22enne allontanata di casa dalla famiglia islamica perché lesbica, aveva previsto tutto prima che accadesse eppure, nessuno o quasi, lo aveva ascoltato. Secondo il giovane, la ragazza aveva usato quella situazione per diventare ricca e famosa. Ma ha sbagliato i suoi calcoli e la sua idea le si è ritorta contro.

Samir: “Malika ha sempre sognato la bella vita”
Che volesse diventare nota lo si era già capito nel giugno del 2019, quando fece i provini per entrare a “Uomini e donne”, come raccontato dal fratello Samir Chalhy che adesso non ha più rapporti con lei da mesi.”Me lo aspettavo, sapevo esattamente come sarebbe andata a finire”, ha ribadito il giovane. Come riporta la Nazione, Samir non è andato leggero neanche con chi l’ha attaccata, asserendo che “gli insulti sono assolutamente sbagliati. Le persone giudicano senza sapere come stanno le cose. Questa vicenda doveva rimanere in famiglia, fin dall’inizio. Non è stato giusto giudicare prima e non lo è nemmeno ora. Ma si sa: siamo in Italia, il paese dei creduloni e dei finti buonisti”. Ancora più duro è stato con la sua frase riportata da Il Mattino, quando avrebbe detto, riferendosi a Malika, che”ha sempre sognato la bella vita e i soldi”.

Tutto aveva avuto inizio da un video postato sui social e da un servizio de Le Iene. Che qualcosa non fosse chiaro lo si era capito quando era stata messa in risalto l’omofobia, tralasciando il fatto che la famiglia di Malika fosse musulmana. Con la campagna fondi, lanciata subito dopo essere apparsa in televisione, in poco tempo la ragazza era riuscita a raccogliere oltre 100mila euro. Ai microfoni de La Zanzara, Samir aveva attaccato la sorella, non perché omosessuale, ma perché aveva “spu***nato la famiglia davanti a tutta la nazione per quattro note audio, non voglio rivederla. Perché è un’infame (…) La raccolta fondi l’ha organizzata lei prima di mettere il video, ha fatto tutto per soldi. Ha tradito la famiglia per denaro”.

Nel video si sentono le minacce della madre, ma secondo il ragazzo si tratta “di uno sfogo di cinque secondi, mia madre non l’avrebbe mai toccata, non le avrebbe fatto niente, in 22 anni le abbiamo fatto solo del bene”, aveva spiegato a Giuseppe Cruciani su Radio 24. Oggi quella accusa viene ribadita:”Malika ha voluto speculare su questa cosa qui, voglio vedere quanto darà in beneficenza. A casa non ha mai tirato fuori un euro, servita e riverita, la conosco bene”. Il ragazzo aveva anche sottolineato che quegli insulti erano sbagliati, ma che la sorella avrebbe dovuto evitare di andare a vivere a Milano, la città con gli affitti più cari d’Italia.

La decisione del Codacons
Il Codacons per il momento ha deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica di Milano e Firenze, per chiedere una indagine per possibile truffa aggravata, coinvolgendo anche la piattaforma Gofundme, sulla quale era stata lanciata la raccolta fondi. Come dichiarato in una nota ,”la vicenda di Malika dimostra ancora una volta come nel settore regni l’anarchia: chiunque può chiedere soldi ai cittadini attraverso piattaforme come Gofundme, ma poi non c’è alcun controllo sulla reale destinazione dei soldi raccolti, e le stesse società che ospitano le campagne di solidarietà declinano qualsiasi responsabilità per eventuali usi non conformi dei fondi donati dai cittadini”. Sotto i riflettori ci sono quei 17mila euro spesi per acquistare una Mercedes e i 2.500 per un cane di razza carlino, definito dalla stessa un bene di prima necessità.

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