Il dramma dei migranti che sognavano Milano, trovati morti in un container dopo 4 mesi

Si erano infilati all’interno di un container caricato su un treno con l’obiettivo di raggiungere Milano ma, dopo essere finiti su una nave partita dallo scalo di Fiume. in Croazia, i loro corpi sono stati ritrovati circa quattro mesi dopo in Paraguay. È questa la drammatica sorte toccata a sette migranti originari dell’Africa settentrionale che, come raccontato dal quotidiano inglese The Guardian, dai campi profughi di Sid, in Serbia, si erano nascosti dentro dentro ad un container diretto, secondo loro, a Zagabria, con l’obiettivo di arrivare poi sotto la Madonnina. Il convoglio ha terminato la sua corsa nel porto del capoluogo quarnerino e da lì il suo carico è stato trasportato a bordo di una nave.

La barca ha toccato l’Egitto, la Spagna ed ha attraversato l’oceano Atlantico, prima di toccare terra in Paraguay. Per i sette, di cui due di nazionalità algerina, quattro provenienti dal Marocco e un cittadino egiziano, a quel punto il destino è stato segnato: sono morti per soffocamento all’interno del container. Una morte atroce, testimoniata dai cadaveri in avanzato stato di decomposizione trovati ad Asuncion.

Per gli investigatori locali, i migranti avevano con sé il cibo ritenuto evidentemente sufficiente per intraprendere un viaggio breve. Una testimonianza di un amico ospite del campo profughi serbo racconta che uno dei due algerini l’aveva invitato a compiere il viaggio di 900 km verso Milano assieme a lui ma a quel tempo lui si trovava in una struttura di accoglienza in Bosnia. I migranti sarebbero stati chiusi all’interno del container da due uomini nel frattempo arrestati dalle forze dell’ordine serbe.

milanotoday.it

Rispondi