Green pass, indiscrezioni dalla cabina di regia: passa la linea dura, per chi scatta l’obbligo

Mario Draghi non ha intenzione di rivedere precipitare l’Italia nel baratro del coronavirus. E così, stando alle prime indiscrezioni, al governo sembra prevalere la linea dura. Dunque più limitazioni. A dispetto di quanto chiesto da Lega e Fratelli d’Italia. Non solo, perché al vaglio – è quanto trapelato dalla cabina di regia del governo illustrata ai presidenti delle Regioni – il green pass obbligatorio per gli studenti universitari. Così come per i docenti. La ripartenza delle scuole sarà con ogni probabilità in presenza per per tutti ordini e grado. La certificazione verde nel nuovo decreto che in giornata dovrà essere approvato sarà necessaria anche per i trasporti a lunga percorrenza. Niente obbligo invece su trasporti locali e treni regionali, così come confermato dal ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini.

Su questo punto Matteo Salvini può dire di aver avuto un peso. L’imposizione non partirà da agosto ma dal primo settembre così come chiesto dalla Lega, al fine di agevolare il rientro dalle vacanze e l’organizzazione dei controlli. La certificazione dovrebbe essere richiesta per i treni a lunga percorrenza — Alta velocità, Intercity — e per i traghetti extraregionali, ma non per i mezzi che viaggiano all’interno della stessa Regione.

Raggiunto l’accordo anche per quanto riguarda la capienza: quella dei trasporti a lunga percorrenza (a cominciare dai treni) dovrebbe passare dal 50 per cento all’80 dei posti disponibili. Sul fronte quarantena i vaccinati dovranno rimanere in casa per 7 giorni. In consiglio dei ministri tutti sembrano essere d’accordo sui tamponi che vedranno prezzi calmierati, perché renderli gratuiti – è il ragionamento – rischierebbe di essere disincentivante rispetto alla campagna vaccinale. Sarebbe questo l’orientamento, a quanto si apprende da fonti di governo, della cabina di regia riunita stamattina a palazzo Chigi.

ilgiornale.it

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