Green pass, il governo decide. Ristoranti, palestre, discoteche: dove basterà una dose e dove due

Stretta sul Green pass. Dosi minime per ottenerlo e zone gialle con la revisione dei parametri per l’assegnazione di regole, misure e divieti più stringenti in caso di rischio coronavirus. Questi i tre temi sul tavolo del governo, che saranno discussi a breve nel corso della cabina di regia dell’esecutivo. “Dopo le indicazioni del Cts la politica deciderà e credo che si andrà verso la concessione del Green pass solo dopo la doppia dose di vaccino”, aveva detto il ministro Costa ad Adnkronos.

“La revisione dei parametri che portano alle zone ‘a colori’, dando maggior peso ai ricoveri e meno ai contagi; l’estensione dell’uso del Green pass, non seguendo il tanto decantato modello francese, ma – precisa – come già viene usato in Italia, ampliando magari il suo uso agli eventi pubblici dove dobbiamo garantire la sicurezza delle persone; infine, il rilascio del Green pass dopo il richiamo e non più dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino”.

Green pass che dovrà andare di pari passo con l’aumento della campagna vaccinale. Argomento su cui è tornato Massimo Galli ospite di ‘Agorà estate’ su Rai Tre. “Finché il virus circola negli under 40 non ne usciamo. In quasi tutte le rianimazioni del Paese ci sono oggi pazienti under 40 ricoverati, questo perché su grandi numeri trovi persone con caratteristiche genetiche, fisiche e storia personale di altre malattie, che rischiano se contagiate di sviluppare una malattia grave”.

 

E ancora: “Da quando ci sono i vaccini le persone muoiono di meno, dobbiamo usarli senza se e senza ma. Purtroppo di immunità di gregge si riesce a parlare quando accertato che un certo numero di persone, una certa percentuale di un gruppo sociale, di una nazione, di una regione, è stato vaccinato o comunque ha sotto controllo la malattia, a quel punto la malattia non riesce più a circolare, non riesce più a colpire neanche gli altri”.

Secondo il Corriere della Sera, che lancia la notizia in esclusiva, il Green pass sarà differente a seconda dei luoghi. “In questa prima fase di applicazione del decreto potrebbe essere sufficiente una sola dose di vaccino (ma anche un tampone negativo, oppure il certificato di guarigione nei sei mesi precedenti) per andare nei ristoranti al chiuso e in tutti gli altri luoghi dove i protocolli già prevedono regole di distanziamento – si legge -. Una doppia dose sarebbe invece obbligatoria per i luoghi affollati, dove alto è il rischio di assembramento anche agli ingressi e all’uscita. L’elenco dovrebbe prevedere stadi, concerti, convegni, eventi, luoghi dello spettacolo, palestre. E consentire — sempre con la doppia dose di vaccino — di poter ballare nelle discoteche all’aperto. Per i ristoranti all’aperto non sarebbe invece prevista alcuna limitazione”.

 

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