Governo della vergogna: mentre l’Italia va a picco bloccano il Parlamento per abolire i decreti sicurezza

Il premier Giuseppe Conte ha chiesto e ottenuto la proroga dello stato d’emergenza per consentire al governo di farsi trovare pronto di fronte alla seconda ondata del Coronavirus. Ma purtroppo così non è stato: mezzi di trasporto affollati, ritardi nell’erogazione dei ristori, scuole chiuse nuovamente e durissima serrata sulle attività di ristorazione. Ora l’esecutivo sta studiando un “piano speciale” in vista del prossimo Natale: nel nuovo Dpcm saranno contenute tutte le misure che regoleranno le modalità di svolgimento delle festività di fine anno. Sono ancora tanti i dubbi in merito, eppure i giallorossi hanno la mente altrove: vogliono dedicare tutta la prossima settimana allo smantellamento dei decreti Sicurezza.

Evidentemente ritengono indispensabile, soprattutto in una situazione allarmante e preoccupante come quella che stiamo vivendo, accogliere sempre più immigrati nel nostro Paese. In causa dovrebbe essere chiamato il capo dello Stato, che già domani potrebbe ricevere una telefonata da Matteo Salvini. “Domani chiamerò il presidente della Repubblica Mattarella per domandargli se è normale che tutta la prossima settimana la Camera sia bloccata dai decreti Sicurezza da cancellare per volontà della maggioranza di governo. Non mi sembra che riaprire ora i porti sia l’urgenza del Paese“, ha annunciato il leader della Lega intervenuto ai microfoni de Il caffè della domenica di Maria Latella su Radio 24.

Barricate contro il governo

L’ex ministro dell’Interno ha messo in dubbio anche l’uso del decreto legge, per cui devono esserci necessità e urgenza. Chiamerà dunque il presidente della Repubblica “per chiedere sommessamente come mai è stato usato questo strumento di legge“. Il Carroccio non piega la testa di fronte alla questione di fiducia posta dal governo alla Camera sull’approvazione del nuovo decreto Sicurezza (nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Affari costituzionali) e promette battaglia a oltranza: ogni parlamentare potrà comunque intervenire sugli ordini del giorno. “Li terremo inchiodati lì, a discutere di porti. Il Paese affonda per il Covid e la maggioranza pensa ai clandestini. Una vergogna“, ha aggiunto Salvini nell’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale.

L’esame del decreto Sicurezza alla Camera proseguirà nella giornata di domani, lunedì 30 novembre, a partire dalle ore 13. Successivamente si riprenderà con le dichiarazioni di voto sulla fiducia e poi dalle 14.30 partirà la chiama per il voto di fiducia. A seguire, fino alle 19, sono in programma gli interventi per illustrare gli ordini del giorno.

Quali saranno le sostanziali novità? Il ridimensionamento delle multe per le Ong (“applicate solo dopo procedimento giudiziario“), il ritorno della protezione umanitaria, del sistema Sprar, dell’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, il divieto di respingimento “qualora esistano fondati rischi di essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti o a persecuzioni sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere“, l’esclusione dei richiedenti asilo vulnerabili dalle procedure accelerate e la riduzione da 48 a 24 mesi dei tempi per la cittadinanza. Pronta a esultare Laura Boldrini, ex presidente della Camera e deputata del Partito democratico: “Con questo provvedimento mandiamo in soffitta i decreti Salvini. Cioè l’uso cinico e propagandistico delle norme e dell’immigrazione. Non è la vittoria del buonismo, ma del buon senso e dei diritti, perché il fenomeno migratorio va governato e non demonizzato“.

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