Gli esorcisti accusano Sanremo: “Religioso mischiato al demoniaco”

Esorcisti, vescovi e fedeli cattolici all’attacco del festival di Sanremo 2021. Si è conclusa da poche ore la settantunesima edizione del concorso canoro nazionale più importante ma non si attenuano le polemiche per i contenuti proposti durante le cinque serate condotte dalla coppia Amadeus – Rosario Fiorello.

Gli ultimi a scendere in campo sono stati i componenti dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, unico ente in materia riconosciuto ufficialmente dal Vaticano.

“Mentre l’umanità sta attraversando un periodo caratterizzato dal dolore e dalla sofferenza a causa della pandemia, sul palco dell’Ariston si è raggiunto un livello di dissacrazione, di blasfemia e di vilipendio della fede cattolica davvero inaccettabile”, ha scritto l’Associazione, rimarcando che le esibizioni “hanno leso la sensibilità e il credo di milioni di italiani e dei fedeli di tutto il mondo”.

Questa edizione del Festival, il primo della storia senza pubblico in sala, per gli esorcisti ha prodotto “una vera e propria escalation, dalla trasgressione estrema all’estremismo del ‘godimento’, il tutto veicolato da immagini, simboli e testi dove al sacro, e addirittura ad un ‘finto sentimento religioso’, si mischia il demoniaco”.

Riferendosi alla “performance” di Achille Lauro, andata in onda durante la seconda serata del Festival, gli esorcisti, dopo aver ricordato le parole della serata, hanno attaccato il cantante parlando di “travestimenti dissacranti”, scimmiottamento di contenuti “tra i più sacri della fede Cattolica; dalla corona di spine di Cristo, al suo Sacro Cuore, alla stessa Vergine Maria, poi diffuse e pubblicate sulle copertine delle più svariate riviste divulgative di mezzo mondo”.

Per gli esorcisti si è trattata di una “modalità che non fa mistero del suo obbiettivo di offendere, ferire e oltraggiare volutamente il sentimento religioso di chi vive la sua fede senza ricorrere a strategie di odio e di offesa nel difenderla. Cosa nasconde tutto ciò?”. Per i poco più di 400 esorcisti del mondo affiliati all’Aie, coadiuvati da 124 ausiliari, le esibizioni di Achille Lauro non possono essere definite “culturali” e “ancor meno educative per le giovani generazioni, e non solo, sempre più vittime di messaggi mediatici inneggianti a pseudo-valori di libertà e diritti”.

Con un tono insolitamente duro gli esorcisti hanno definito quanto visto al festival di Sanremo “una modalità meschina, cinica, e crudele di strumentalizzare la fede cristiana con i suoi contenuti universali per fare spettacolo, ottenere successo, e sbancare in denaro. Il tutto su un palcoscenico nazional popolare, attraverso un canale televisivo pubblico, mantenuto con le tasse dei cittadini e tra questi non pochi credenti. Come cristiani non possiamo restare semplicemente ‘senza parole’ ma abbiamo il dovere di far sentire pubblicamente la nostra disapprovazione, e il nostro sdegno. Non è libertà di opinione, quella che ferisce la coscienza altrui, fatta con meditata consapevolezza ed efferata determinazione”.

Ad attaccare il Festival, però, non è stata solo l’Associazione Internazionale Esorcisti. Infatti, qualche ora prima del loro intervento, si era fatto promotore di una invettiva contro lo show musicale anche monsignor Antonio Suetta, vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo di cui la città ligure fa parte.

Monsignor Suetta, attraverso il sito web diocesano, ha fatto sapere che “a seguito di tante segnalazioni di giusto sdegno e di proteste riguardo alle ricorrenti occasioni di mancanza di rispetto, di derisione e di manifestazioni blasfeme nei confronti della fede cristiana, della Chiesa cattolica e dei credenti, esibite in forme volgari e offensive” ha sentito il dovere di intervenire con parole di “riprovazione e di dispiacere” per quanto ha visto e per “confortare la fede dei piccoli”.

Il vescovo ligure ha tenuto a sottolineare che con il suo intervento pubblico intende “dare voce a tutte le persone credenti e non credenti offese da simili insulsaggini e volgarità” e per sostenere “il coraggio di chi con dignità non si accoda alla deriva dilagante, per esortare al dovere di giusta riparazione per le offese rivolte a Nostro Signore, alla Beata Vergine Maria e ai santi, ripetutamente perpetrate mediante un servizio pubblico e nel sacro tempo di Quaresima”.

Mentre il settimanale “Famiglia Cristiana”, quel periodico che aveva paragonato il leader della Lega Matteo Salvini al Demonio (vedi qui), ha avuto il “coraggio” di difendere, con un articolo di Pino Lorizio, le esibizioni di Achille Lauro, il vescovo di Sanremo, oltre a prendersela, senza nominarlo, con Lauro, ne ha avuto anche per Fiorello, in particolare per il premio “Città di Sanremo” che gli è stato attribuito. “Trovo che non rappresenti gran parte di cittadinanza legata alla fede e dico semplicemente ‘non in mio nome'”, ha spiegato monsignor Suetta, parlando di Fiorello come di quel “personaggio che porta nel nome un duplice prezioso riferimento alla devozione mariana della sua terra d’origine”.

Proprio l’esibizione di Rosario Fiorello, che ha indossato una corona di spine che a moltissimi commentatori sui social è sembrata una presa in giro della passione di Gesù Cristo proprio in un venerdì di Quaresima, come è stato lo scorso 5 marzo, è riservata una denuncia che si sta preparando e che sarà con ogni probabilità presentata presso la Procura della Repubblica di Verona. A lanciarla è stata Responsabile Nazionale del Circolo Christus Rex-Traditio che sul portale Informazione Cattolica ha spiegato che, con l’Avvocato Andrea Sartori del foro di Verona, presenterà una denuncia/querela nei confronti di “chiunque si sia reso responsabile, anche con proprie omissioni, della diffusione di quanto apparso, a tutela del Cattolicesimo vilipeso e della difesa dei più deboli, che sono esposti ad una comunicazione plastica, senza alcun filtro o critica”.

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