Genova, straniero lo prende a pugni: parroco non “porge l’altra guancia” e risponde a colpi di judo

Prima gli ha chiesto l’elemosina dicendo che aveva fame e quando il parroco non gli dato soldi invitandolo a recarsi alle mense della zona lo ha aggredito spingendolo e rifilandogli un pugno. Un giovane tossicodipendente quindi ha strappato i soldi dalle mani dal religioso, Giacomo Gros, anziano parroco della chiesa di via Balbi, ed è fuggito nei vicoli di Prè.

La violenta rapina è avvenuta in pieno pomeriggio giovedì scorso, otto aprile, davanti ad un bancomat sotto i portici della stazione Principe. Il rapinatore, uno straniero con problemi di tossicodipendenza perché fa uso di crack, è fuggito con un bottino di 400 euro, i soldi appena prelevati dal parroco aggredito, molto noto nella diocesi e originario della Francia.

Le indagini sulla rapina sono state avviate dagli agenti del locale commissariato di Prè insieme agli investigatori della squadra mobile: determinanti per scoprire l’identità del rapinatore sono state le immagini delle telecamere della zona e della polizia ferroviaria.

L’autore della rapina è stato intercettato 24 ore dopo il colpo nella zona, incastrato dagli abiti che indossava, gli stessi che aveva durante l’aggressione. In tasca aveva ancora parte del bottino, 150 euro in contanti, sequestrati e restituiti al parroco, che ha ringraziato a lungo gli agenti per la velocità e l’efficienza mostrata nell’indagine.

Il rapinatore è stato arrestato con l’accusa di rapina e trasferito in carcere. Padre Gros, raggiunto nella sagrestia della sua chiesa di Santi Vittore e Carlo di via Balbi, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul fatto: “Non mi piace apparire, sono un parroco…” ha detto schivo. Un religioso alto e robusto che, però, trapela, nonostante l’età, memore dei suoi anni da judoka in età giovanile, ha reagito con coraggio all’aggressore rifilandogli qualche colpo, insomma senza porgere l’altra guancia.

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