Funivia Stresa Mottarone, spunta una foto choc del 9 maggio: il dettaglio che spiega la strage

Chi pensava che il crollo della funivia del Mottarone fosse un incidente accaduto per caso ha dovuto ricredersi molto presto. Dopo i video amatoriali di un turista svizzero in cui si vedono i forchettoni inseriti per disattivare il freno già negli anni scorsi, adesso spunta una nuova foto scattata da un reporter della Stampa e risalente a due settimane prima della tragedia, al primo pomeriggio di domenica 9 maggio. Si trattava del primo giorno in zona gialla e andava in scena l’undicesima edizione del “Trail del Mottarone”, una corsa di 20 chilometri in salita. Con ben 700 persone iscritte alla gara.

Nell’immagine pubblicata dal quotidiano torinese si vede la cabina numero 4 piena di persone, ben oltre i 18 posti consentiti dalla normative Covid. Ma non è tutto. Dallo scatto si nota anche che la cabina ha gli ormai noti forchettoni inseriti. E’ visibile infatti la coppia di ceppi rossi, in alto, a bloccare il sistema dei freni d’emergenza. “Abbiamo ricevuto non poche lamentele – ha spiegato Max Valsesia, uno degli organizzatori della gara -. Il ritorno in funivia era compreso nell’iscrizione per 30 euro, ma se ne occupava direttamente il gestore Luigi Nerini”.

 

La foto in questione, così come i video amatoriali trasmessi dalla tv tedesca, stridono però con la versione del caposervizio Gabriele Tadini, unico indagato ora ai domiciliari. Lui infatti avrebbe detto più volte che i problemi erano solo sulla vettura numero 3. E che solo su quella, la vettura poi precipitata nel vuoto, erano stati disattivati i freni di emergenza. “Tadini continua a ripetere che i freni d’emergenza sono stati disinseriti solo alcune volte e sempre sulla cabina numero 3, per quel noto problema al sistema idraulico che mandava in avaria l’impianto”, ha spiegato l’avvocato difensore Marcello Perillo. Intanto Tadini si sentirebbe sempre più solo. Mentre lui, infatti, sostiene di aver preso la decisione dopo averne parlato con il gestore Luigi Nerini e con il responsabile di esercizio Enrico Perocchio, questi ultimi due invece negano tutto.

liberoquotidiano.it

 

Rispondi