Funerali Raffaella Carrà, la bomba di Frate Simone: “Non li avrebbe voluti così”, ciò che non torna sulla cerimonia

Roma, e non solo, piange. I funerali di Raffaella Carrà, scomparsa a 78 anni dopo una lunga malattia, si sono svolti nella basilica di Santa Maria in Aracoeli della Capitale (una chiesa bellissima, tra le più belle, con i suoi 124 scalini, tra il Campidoglio e l’Altare della Patria). Ovviamente non manca Sergio Japino, fedele compagno di una vita. “Sono sicuro che lei avrebbe voluto qualcosa di meno sfarzoso, l’abbiamo visto anche nella sobrietà del corteo funebre verso la camera ardente, ma non aveva indicato una chiesa in particolare e d’accordo con Sergio Japino questa è sicuramente la scelta migliore”, racconta Frate Simone Castaldi.

A officiare la cerimonia religiosa è stato lui, un 48enne francescano con una storia personale molto particolare, insieme ad altri frati. La diretta è andata in onda su Rai 1, con uno speciale del Tg1. E spunta, soprattutto sui siti, quello scandalo del Vaticano per il Tuca tuca e l’ombelico della Carrà: tutto, però, venne sdoganato da Alberto Sordi (che tutto poteva), come se fosse stato un vero mediatore tra la cultura moderna della Carrà e quella tradizionale del Vaticano. “L’argomento semplicemente non esiste. Il presunto contrasto con la chiesa e i suoi valori, che qualcuno le ha voluto attribuire, non c’è. E la polemica vaticana sull’ombelico è superata da tempo grazie anche alla proficua dialettica che si innescò allora”, spiega il Fra Simone prima della cerimonia.

“Raffaella Carrà era una donna di grande spiritualità, me lo ha confermato Sergio Japino, che sta seguendo tutti i dettagli della cerimonia, e lei stessa in più interviste ha detto di essere abituata a pregare come le aveva insegnato la nonna. Per i propri cari, per le persone a cui voleva bene. Come in molte altre cose della sua vita, lei ha seguito un percorso di fede proprio. Non c’è un modo per definirlo. Parallelo o non convenzionale cambia poco. Non vogliamo chiamarlo Dio? Chiamiamolo in un altro modo. Proprio poco fa ho rivisto uno spezzone in tv in cui ribadiva la sua devozione per padre Pio”, racconta il frate (l’omelia è stata celebrata da quattro frati cappuccini arrivati direttamente da San Giovanni Rotondo perché la Carrà era molto devota a Padre Pio). “Si è detto e scritto tanto sul fatto che non sia diventata mamma — dice Fra’ Simone — ma tutta queste persone che sono accorse a salutarla vanno considerate in qualche modo come figli suoi”, conclude Fra Simone.

Presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi come padrona di casa. Tra i primi posti una sessantina di persone più vicine alla famiglia, tra questi anche Alessandro Greco. La famiglia ha poi riservato un numero di posti ristretto, 60, alle persone più intime, tra cui Alessandro Greco (che era un vero e proprio figlioccio per Raffaella).

 

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