Focolaio in una Rsa di Fiano Romano: l’operatrice “no vax” contagia 27 anziani

Ha rifiutato il vaccino. E ha finito per infettare molti ospiti della Rsa in cui lavorano.

Una storia esemplare quella che arriva da Fiano Romano, cittadina a Nord di Roma. Un’operatrice socio-sanitaria ha deciso di non immunizzarsi, e ha contagiato due colleghi, scatenando un focolaio nella struttura. Risultato: 27 ospiti sono risultati positivi al Coronavirus. Nessuno per il momento è in condizioni critiche, anche grazie al fatto che molti di loro si erano vaccinati e sono quindi al riparo dalle conseguenze peggiori dovute all’evolversi del virus. Ma resta la preoccupazione per i non vaccinati, tutti di età avanzata.

Roberto Agresti, responsabile della Rsa, è moderatamente ottimista: «Sono in corso le valutazioni dei medici della Asl, che sono ancora sul posto, e delle persone contagiate solo due necessitano di ricovero». Agresti ricostruisce la vicenda: «Quando è venuta la Asl per la prima dose, anche io ho fatto il vaccino proprio per dare l’esempio. Credo che chi fa l’operatore sociosanitario, l’infermiere o opera in questi contesti dovrebbe proteggere se stesso ma anche gli altri. Spero che il presidente Draghi faccia questo decreto (quello sull’obbligo di vaccino per gli operatori sanitari, ndr) al più presto». Agresti si dice «arrabbiato, anche perché sto vivendo un momento di pressione intensa» ma non se la prende con i dipendenti No Vax. «Gli operatori qui lavorano tanto e ora sono molto dispiaciuti per l’accaduto».

Provoca non rabbia ma solo dolore la storia che arriva da Avezzano, in Abruzzo. Qui Sonia Pantoli, architetto di appena 31 anni, è stata uccisa dalla variante inglese del Covid. La giovane donna, che aveva contratto il Covid assieme al padre, alla mamma e alla sorella, è morta nell’ospedale di Pescara, dove era stata trasferita in terapia intensiva per l’aggravarsi delle sue condizioni. È la seconda vittima più giovane provocata dal virus in Abruzzo.

Sonia, originaria di Paterno, frazione di Avezzano, viveva a Francavilla e lavorava a Pescara per una nota azienda di engineering internazionale. Appassionata di teatro, aveva un bellissimo sorriso ed era sempre allegra. La malattia l’ha sfibrata anche perché soffriva di una malattia che le provocava già prima difficoltà respiratorie. La sua morte ha provocato molta commozione sui social, non solo tra i suoi amici ma anche in chi non la conosceva, grazie al commovente messaggio postato su facebook dalla sorella Gina: «Sonia avrebbe voluto salutare i suoi angeli con questo sorriso. Loro che l’hanno accudita in questi difficili giorni. Infermieri, Ota, medici e tutto il personale medico del Reparto Rianimazione Covid di Pescara! In particolare a Francesco, Federica e Stefano! Loro che sono stati in grado di rianimarla, vederla con gli occhi aperti per due giorni, farla ballare su un letto di ospedale ascoltando musica dentro una stanza piena di persone appese tra la vita e la morte, farla sorridere! A loro in questo mare di dolore va il nostro più grande ringraziamento».

Rispondi