Feltri a gamba tesa sul governo: «Pensi a salvarci la pelle, non a salvare il Natale»

“Invece di pensare a come salvare il Natale pensiamo a salvarci la pelle”. E’ il lapidario commento di Vittorio Feltri che, su Twitter, commenta così le polemiche relative alle chiusure natalizie su cui è al lavoro il governo per fronteggiare l’aumento di contagi da coronavirus. Una posizione su cui sembra essere d’accordo anche il viceministro Sileri, che invita a guardare alla salute, più che alle abbuffate natalizie.

Il Natale del covid e del lockdown

Feltri, spesso critico col governo, lo invita a non perdersi in polemiche sul lockdown ma a far funzionare gli ospedali. Posizione che sembrerebbe condivisa anche dal viceministro Sileri, spesso voce fuori dal coro.
“Si parla tanto del Natale che però è una data fissa, ma il virus non è fisso, non è che rispetta il Natale. In base ai dati alcune regioni potranno tornare gialle, altre potranno rimanere rosse, ma parlare oggi di quello che accadrà il 24-25 dicembre non è possibile. Ci saranno delle differenze tra regione e regione. Ogni volta che penso al Natale in questo momento, ricordo a quante volte ho dovuto festeggiare con un pezzo di panettone o pandoro in ospedale perché lavoravo. Pensiamo ai nostri sanitari che sono sul campo e che nella loro vita di Natali, Capodanni e Ferragosti ne hanno saltati tanti per servire lo Stato. Rispettiamo loro per primi”. E’ l’invito alla prudenza del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus.

“La morsa potrà essere allentata laddove i numeri lo consentiranno, questo però non significa che dobbiamo fare dei passi affrettati”, ha sottolineato. Quanto al nodo dei dati sulla base dei quali si prendono le decisioni, Sileri ha precisato: “I dati ovviamente provengono delle Regioni. Se vi sono difficoltà di organizzazione nelle Regioni, ci possono essere difficoltà e ritardi nella comunicazione dei dati. Si sta migliorando sempre di più il flusso, ma è chiaro che un margine di errore esiste sempre”.

La posizione di Feltri nasce da lontano

In una lettera a un lettore, qualche giorno fa, Vittorio Feltri su Libero aveva anticipato il concetto ribadito questa mattina su Twitter.

“Caro Nicola, tu ti preoccupi perché il prossimo Natale sarà triste e pure squallido, mentre a me di tutto ciò non importa un accidente. Mi preoccupa il diffondersi mostruoso del Covid non l’opacità di una festività ormai ridotta a orgia consumistica, avendo perso ogni afflato spirituale. Cosa vuoi che me ne freghi se bambin Gesù porterà meno regali ai ragazzini che aspettano ansiosi il 25 dicembre per ricevere dal cielo (ma quale cielo) un piccolo computer che magari accelera il loro rimbambimento. Ti dirò di più. Siccome anche io sono un vecchio rincoglionito che per favorire la pace famigliare si adatta alle tradizioni del menga, ho deciso di ricoprire di doni i miei nipotini, i quali sanno benissimo, non essendo tonti, che compro tutto io con i miei soldi per strappare loro un sorriso, figurati se bevono la favola che quel ben di Dio è portato da Gesù”.

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