Fabrizio Corona tenta nuovamente il suicidio in ospedale: le sue condizioni

Nuovo gesto di autolesionismo per Fabrizio Corona. L’ex re dei paparazzi, attualmente ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Niguarda di Milano, si sarebbe ferito con una penna biro alle vene delle braccia, dove si era già procurato un taglio la scorsa settimana.

A riportare il nuovo atto autolesionistico di Corona è stata l’avvocato Cristina Morrone, collaboratrice dello storico legale di Corona, Ivano Chiesa. Nella mattinata di oggi, lunedì 15 marzo, Morrone è stata al Niguarda a trovare Corona, scoprendo che Fabrizio aveva di nuovo tentato di farsi del male, “questa volta utilizzando una biro con cui si è colpito di nuovo alle vene delle braccia”, come recita un comunicato.

Nella nota si aggiunge: “L’avvocato Morrone ha trovato Fabrizio Corona in condizioni psicofisiche debilitate e preoccupanti, decisamente peggiori ai giorni scorsi. La situazione verrà ovviamente monitorata, ma non possiamo nascondere la nostra angoscia”.

Corona dovrà tornare in carcere
Fabrizio Corona è finito in ospedale lo scorso giovedì, dopo essersi ferito come segno di protesta per la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano.

Il collegio dei giudici di sorveglianza ha infatti deciso che l’ex re dei paparazzi dovrà tornare in carcere, revocando a causa di alcune violazioni il differimento della pena ai domiciliari che gli era stato concesso nel dicembre del 2019 per curare una sua patologia psichiatrica. Corona è stato portato nel reparto di Psichiatria del Niguarda, dove è ricoverato dallo scorso giovedì: quando verrà dimesso dovrà tornare in carcere, anche se non è ancora stato stabilito dove.

Nel frattempo l’ex re dei paparazzi ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame e della sete, chiedendo di poter parlare con la presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa: “Non lo piegheranno, se lui ritiene di aver subìto un’ingiustizia è capace di lasciarsi morire”, ha detto oggi a Fanpage.it il suo storico legale, Ivano Chiesa.

Rispondi