Fabrizio Corona, sta accadendo in questi minuti nel reparto di psichiatria

Non si placano le proteste di Fabrizio Corona contro il tribunale di sorveglianza di Milano, che ha deciso di rispedirlo in carcere.

Dopo il gesto di autolesionismo fatto in diretta social ieri e la colluttazione con alcuni agenti di polizia prima di essere trasportato in ospedale, proprio dal nosocomio in cui si trova ricoverato l’ex re dei paparazzi ha fatto sapere, tramite uno dei suoi legali, di aver iniziato lo sciopero della fame e della sete.

Corona, che si trova attualmente ricoverato nel reparto di Psichiatria 2 dell’ospedale Niguarda, tramite il legale Cristina Morrone ha detto che continuerà a non mangiare né a bere fino a quando non riuscirà a parlare con la presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, la dottoressa Giovanna Di Rosa.

Perché Corona deve tornare in carcere
Già ieri, durante le story su Instagram (poi rimosse dal social network) in cui si era mostrato sanguinante dopo essersi tagliato sull’avambraccio, Corona oltre a “incolpare” del gesto i due magistrati che avevano chiesto il suo rientro in carcere (il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna e la giudice Marina Corti) aveva chiesto che il presidente del tribunale di sorveglianza si occupasse direttamente della sua vicenda.

Corona dovrà tornare in carcere perché gli è stato revocato il differimento della pena ai domiciliari che aveva ottenuto nel dicembre del 2019 per disintossicarsi dalla cocaina. La revoca è arrivata a seguito di alcune violazioni dell’imprenditore catanese alle regole che gli erano state imposte, tra cui l’uso dei social e le apparizioni in tv.

L’avvocato: Tornerà in carcere ma non è una persona pericolosa
Corona resterà ancora per qualche altro giorno in ospedale prima di presentarsi al carcere di Opera: “L’ultima decisione dei giudici è il capitolo più buio della storia giudiziaria di Fabrizio – ha detto uno dei suoi avvocati, Ivano Chiesa, a Fanpage.it -. Ritornerà in carcere ma non è una persona pericolosa”.

 

 

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