“Errore confermare Arcuri”. Ora Forza Italia “spinge” per Bertolaso

Le primule di Domenico Arcuri sembrano destinate a sfiorire ad un passo dalla primavera. Il Commissario straordinario, nominato dall’ex premier lo scorso 18 marzo Giuseppe Conte, potrebbe essere affiancato nella gestione dell’emergenza Covid dalla Protezione Civile.

È quanto il neo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, avrebbe deciso in misura del nuovo assetto tecnico e politico ai piani alti di Palazzo Chigi stando a quanto scrive Il Giorno. Il cambiamento, già nell’aria da qualche giorno, potrebbe essere ufficializzato a breve.

La fine dell’era Arcuri e i papabili successori

Il mandato di Arcuri scadrebbe il prossimo marzo. Fatto sta che la crisi di governo, ma soprattutto l’arrivo di Mario Draghi al Palazzo di Piazza Colonna, ha affrettato i tempi. E così, la primula del campagna vaccinale anti-Covid si è trasformata anzitempo in una rosa di nomi, possibili sostituti o nuovi timonieri, a cui spetterà l’arduo compito di affiancare il Commissario Straordinario nella gestione dell’emergenza sanitaria. Tra i papabili vi sarebbero Agostino Miozzo, 68 anni, medico di rinomata fama internazionale, e Angelo Borrelli, già capo della Protezione Civile con un titolo professionale da dottore commercialista. C’è poi anche Guido Bertolaso, per la cui nomina spinge Antonio Tajani. “La conferma di Arcuri come super commissario sarebbe un errore. Soluzione? Guido Bertolaso”, scrive su Twitter. In ogni caso, che sia l’uno o l’altro, si cambia.

Nuova gestione alla Protezione Civile

“L’Italia rinasce con un fiore”, recita lo slogan che affianca il simbolo della campagna vaccinale griffata dall’archistar Boeri. Peccato che, parafrasando un antico proverbio, una “primula non fa primavera”. Deve essersene accorto anche Domenico Arcuri, all’alba del secondo anno di pandemia, che con la poesia non si arriva da nessuna parte. Di certo, lo ha capito Mario Draghi che sembra intenzionato a rimodulare in toto il piano vaccini: serve concretezza. E, allora, via i capannoni a forma di fiore dalla piazze. L’idea del nuovo premier è quella di affidare la gestione dell’emergenza alla Protezione Civile e alla Difesa. Come scrive Il Giorno, chi guida la protezione civile coordina 800mila volontari, Croce Rossa, ma anche forze armate (dirette dal comando operativo di vertice interforze) e forze di polizia. Ma non è tutto. Dentro c’è pure lo snodo dei servizi essenziali, autostrade, treni e stazioni che potrebbero avere un ruolo strategico. Insomma, una vera e propria macchina da guerra pronta per essere attivata.

Il piano vaccini

Che il piano vaccini del Commissario Arcuri facesse acqua da tutte le parti lo si era capito già da tempo ma, adesso, non vi sono più dubbi. Dei 200 drive-trough della difesa che erano stati messi a disposizione su tutto il territorio nazionale solo 148 sono operativi. La nuova strategia prevede che vengano attivati anche le restanti postazioni, coordinate e dirette dal cmando operativo di vertice interforze. Questi “point” potrebbero essere tranquillamente riconvertiti, ci lavorano già quattrocento sanitari. Senza contare che, dallo scorso 23 ottobre, sono stati impigati più di 1600 sanitari al giorno per scortare le preziosi dosi di siero vaccinale. Insomma, i numeri ci sono tutti. L’ultimo nodo da sciogliere riguarda la parte logistica, ovvero, la distribuzione dei vaccini verso le sedi regionali di destino. Ai governatori è stato chiesto di nominare un rappresentante nella commissione che doveva scegliere il vincitore. Il bando di gara si è chiuso, la ricerca di mercato ha individuato 4 raggruppamenti disponibili con 31 imprese. Ora dovrebbero farsi avanti Comuni e Regioni.

“Bisogna cambiare approccio”

Serve una nuova strategia. Lo ribadisce a gran voce Andrea Ruggieri, deputato di Forza Italia, ai microfoni dell’agenzia stampa Adnkronos. “Qualcuno non si è accorto che il Governo è cambiato. Basta violazioni del legittimo affidamento con chiusure ‘last second’. – afferma – Ci vuole rispetto per chi lavora e da lavoro. Ora subito risarcimenti danni e ristori per il settore neve. Poi, cambiare approccio: chi può lavorare in sicurezza, lo faccia”.
“Nel Cts -prosegue- ci sono troppi dirigenti del solo Ministero della Salute. Va cambiato. Dovrebbe rappresentare tutto il Governo, non solo il Ministero della Salute. Turismo, Affari Regionali e Sviluppo Economico devono esservi rappresentati. Serve infine ordine nella comunicazione ormai mitomaniacale: basta show di virologi e simili che passano tre ore al giorno in tv a spararla sempre più grossa, pur di raccattare inviti in programmi e telegiornali”.

ilgiornale.it

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