Elisabetta Casellati, il retroscena: preferito Roberto Fico perché lei “sabotava il progetto di Giuseppe Conte”

C’è un retroscena che agita le acque delle politica italiana sempre più intorbidite da questa strana e particolare crisi di governo. Un retroscena che colpisce una alta carica istituzionale come il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ma anche il centrodestra che non si capacita di alcune scelte istituzionali in merito alla risoluzione dei problemi di questo momento politico.

C’è molto fastidio dopo che Sergio Mattarella non ha ritenuto opportuno puntare su Elisabetta Casellati (seconda carica dello Stato), nel conferirle l’incarico esplorativo che è stato poi dato alla terza carica dello Stato il presidente della Camera Roberto Fico , come gli ha chiesto più volte l’opposizione di centrodestra che si è presentata al Colle unita.

Ma, fa sapere la Stampa, “non occorre essere Einstein per capirne il motivo: vista la sua origine berlusconiana, la presidente del Senato sarebbe stata inevitabilmente accusata di sabotare le possibilità d’intesa tra Conte e Renzi”. Insomma, con tutto il rispetto per la seconda carica della Repubblica, Casellati avrebbe messo i bastoni tra le ruote alla possibile intesa dell’attuale maggioranza politica di un governo dimissionario che vorrebbe invece riproporre nuovamente la stessa compagine e dare così vita al Conte-Ter.

La Presidente del Senato non sarebbe stata la persona giusta al posto giusto e quindi pur di sorbirci ancora il premier dimissionario, dobbiamo tenerci il Fico grillino che, in ordine di gerarchie dello Stato, è sicuramente dietro la Casellati. Ma c’è il rischio, scrive sempre la Stampa, che Fico ci prenda gusto e passare da incarico esplorativo a quello di presidente incaricato. e Renzi sarebbe pronto a sostenerlo come premier, solo per il gusto di giocare l’ultimo scherzetto a Conte e farlo fuori. Ma Fico è stato scelto perché deve far superare le riserve di Italia Viva, senza tirare troppo la corda perché sarebbe controproducente al progetto di rifare la stessa maggioranza di governo con lo stesso premier che si è appena dimesso.

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