“Ecco cosa mi succede davanti al corpo di una ragazza”. Rocco Siffredi: “E mi chiedono come faccia”

Rocco Siffredi, la confessione dopo anni di carriera. Di recente l’attore italiano ha confermato di essere una vera star. Tanta la soddisfazione dopo aver portato a casa l’ennesimo successo, ovvero i due AVN Awards. All’età di 57 anni Rocco Siffredi non poteva aspettarsi di essere ancora lui il prescelto e durante un’intervista rilasciata per Il Corriere della Sera ha parlato senza veli.

Una domanda ricorre nella mente di tutti: come fa? Rocco Siffredi ha risposto per soddisfare la curiosità di tanti: “Tanti mi chiedono ma come fai ancora a fare queste performance… Da qualche anno mi guardo allo specchio e mi dico: ma che ci fai tu con le ventenni…”. Fuori dal set, l’attore ha sempre avuto al suo fianco la moglie Rózsa Tassi, ex modella ed ex attrice pornografica ungherese. (Continua a leggere dopo la foto).

“Ho avuto una compagna super intelligente. Si chiama Rozsa e non ha mai cercato di farmi cambiare idea. Abbiamo fatto la strada insieme”. E dal loro amore sono nati Lorenzo e Leonardo Tano: “L’importante è non far finta, non giustificarsi […]. I miei figli dicono che sono fortunato a fare quel che mi piace nella vita…”. Dunque rimane un tassello da scoprire ancora. (Continua a leggere dopo la foto).

“La verità è che non vorrei mai arrivare a dire che non ce la faccio più… Non mi sento più a mio agio davanti al corpo di una ragazza…”. E dopo anni, anche il racconto di alcuni episodi dolorosi nella sua vita: “Dall’età di sei anni ho vissuto con una mamma impazzita dal dolore. Quando mi rompeva la roba addosso, pensavo che da qualche parte quel dolore doveva pur sfogarlo”. (Continua a leggere dopo le foto).

 

La morte improvvisa del fratello Claudio, soffocato nel sonno per una crisi epilettica all’età di 12 anni, non è certo qualcosa che può essere dimenticato: “Ero all’ultimo anno dell’asilo, quando un giorno vengo prelevato da una signora che non conosco, mi porta a casa e sento gridare… Era mia madre. Mi ricordo mio padre che arriva con la vespetta e il cappellino da cantoniere, guarda in alto verso il balcone con uno sguardo che non potrò dimenticare: aveva capito subito”.

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