Draghi, la brutta notizia è appena arrivata: luna di miele già finita

Un sondaggio lo attesta chiaramente: dopo il caso Astrazeneca gli italiani sono più allarmati e critici: cala la fiducia nel governo Draghi. Sul dato pesa molto la scelta eurocentrica dell’esecutivo sui vaccini. In attesa delle reazioni su modalità e tempistiche del Dl sostegni. E proprio mentre Luigi Di Maio decanta le lodi del governo Draghi su El Pais, Luisella Costamagna ad Agorà mostra un sondaggio realizzato da Fabrizio Masia per la trasmissione di Raitre che denuncia un significativo calo di fiducia degli italiani nell’esecutivo.

Un report che evidenzia, con la veridicità della matematica percentuale, come e quanto il caso Astrazeneca abbia minato la fiducia riposta dagli italiani in premier e ministri. Dunque, l’indagine proposta dal sondaggista di Emg Acqua rileva una flessione negativa dovuta in buona parte anche al caso Astrazeneca. Una vicenda che ha alimentato polemiche e paure sul vaccino anglo-svedese. E culminata, come noto, nel conseguente stop alle vaccinazioni. Una sospensione delle somministrazioni delle fiale che ha congelato la campagna di immunizzazione fino ad oggi, in attesa di ulteriori controlli e del verdetto dell’Ema.

Una situazione che ha animato un dibattito a dir poco acceso a cui, secondo il sondaggio proposto ad Agorà, il governo Draghi dovrebbe buona parte della responsabilità della perdita di consensi e un proporzionale aumento di incertezze e allarmismi. «Un dato inquietante», lo definisce non a caso il sondaggista Masia commentando numeri che, effettivamente, mettono in seria discussione l’esecutivo.

«Il 62% degli italiani – spiega l’autore del report – ha affermato di voler scegliere quale vaccino fare. E questo potrebbe rallentare la campagna vaccinale». La cui mobilitazione e partenza, tra cambi della guardia e nuove disposizioni al vaglio. Ritardi nelle consegne delle dosi e, come detto, lo stop ad Astrazeneca seguito ai decessi, è partita e proseguita a rilento.

Secondo l’indagine illustrata ad Agorà, dunque, se solamente il 28% degli italiani reputa indifferente quale sia o sarà la dose somministrata per le vaccinazioni, significa che gran parte della cifra restante dubita della scelta del governo, con le relative conseguenze sul gradimento politico. E infatti, sottolinea Masia in trasmissione, «questa settimana la fiducia nel governo è scemata. Siamo al 40%, che è il dato più basso da quando si è insediato l’esecutivo Draghi».

A cui, secondo il sondaggista, molti degli interpellati per l’indagine addebitano mancanze e discontinuità col precedente molto rispetto alle criticità nel fare fronte all’emergenza. Un quadro problematico a cui certo non ha giovato lo stop deciso sul vaccino Astrazeneca definito, da Speranza in giù, semplicemente “precauzionale”. Una spiegazione letta dai cittadini come una scelta dettata da motivazioni specificamente eurocentriche. E che comunque, evidentemente, gli italiani hanno recepito, tra scetticismo e incertezza, insoddisfacente. Quel seguire pedissequamente i diktat europei e gli esempi di Merkel e Macron non ha giovato. E i numeri del sondaggio lo testimoniano e lo sentenziano impietosamente.

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