Dl Natale, multe fino a mille euro. Ma non è obbligatorio dire dove si va

 

Non mancano i soliti dubbi e le classiche incertezze per i Dpcm partoriti da Giuseppe Conte per limitare le libertà degli italiani. Il governo ha deciso di sposare la linea dura e quindi di far trascorrere al nostro Paese un Natale a distanza senza concedere particolari e significative deroghe.

Lo “spezzatino” di colori sfumerà l’Italia dal rosso (24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio) all’arancione. Il divieto di uscire dalla propria Regione vale comunque per tutto il periodo, quindi dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Fondamentalmente rimangono quattro direttive di base già in vigore da diverso tempo: obbligo di portare la mascherina anche all’aperto, coprifuoco alle ore 22, divieto di assembramento e possibilità di rientrare presso la propria abitazione, residenza o dimicilio.

Il “piano multe”

Le sanzioni previste per chi non rispetta i divieti vanno dai 400 ai mille euro, che verranno ridotte qualora il pagamento dovesse avvenire entro 5 giorni. Le forze dell’ordine, che possono svolgere le verifiche anche dopo il controllo sul posto, hanno la facoltà di disporre il rientro al luogo di partenza per chi non ha osservato le regole ed è quindi considerato fuori norma. In caso di contestazione della multa, si potrà fare ricorso al prefetto. Gli agenti, ovviamente, dovranno vigilare pure sul rispetto delle disposizioni anti-Coronavirus all’interno dei locali.

Da non escludere posti di blocco ai caselli, nelle aree di servizio e in tutti gli snodi della viabilità all’ingresso e all’uscita delle città. La polizia ferroviaria e i carabinieri garantiranno il distanziamento a bordo dei treni, controllando di conseguenza che tutti i passeggeri indossino i dispositivi di protezione individuale. In molte città si assisterà al senso unico pedonale per gestire i flussi di persone, con le pattuglie della polizia municipale che – mediante i megafoni – potrebbero invitare i pedoni a rispettare le misure contro la diffusione del Covid-19.

Come evitare le multe

Per cercare di chiarire i punti oscuri del Dpcm in vista delle festività di fine anno, il sito di Palazzo Chigi ha messo a diposizione le Faq. Il giorno di Natale non si è costretti a rimanere a casa solo con i familiari conviventi: è possibile invitare non più di due persone, familiari o amici, a cui possono aggiungersi i rispettivi figli sotto i 14 anni o persone disabili. In alternativa, muovendosi sempre in due (più i bambini), “si può andare a casa di un altro nucleo familiare”. Tuttavia ci si può spostare “soltanto una volta nella stessa giornata per andare in abitazioni private che si trovino nella stessa Regione”.

Una famiglia di quattro persone, con due figli minorenni ma maggiori di 14 anni, non può andare dai nonni il 25 dicembre: anche se il numero delle persone che sarebbero sedute alla stessa tavola è lo stesso, una famiglia di quattro persone così composta non può spostarsi. “Se vuole trascorrere il giorno di Natale con i nonni (non più di due) dovrà farli venire a casa loro”, si legge. Non sarà possibile fare il pranzo di Natale da alcuni parenti e la cena da altri: la deroga per gli spostamenti consente di muoversi verso un’abitazione una sola volta al giorno. Quindi si può trascorrere la sera della vigilia con alcune persone e il pranzo di Natale con altri, ma non lo stesso giorno.

Per muoversi a piedi o con qualsiasi mezzo nei giorni festivi e prefestivi in cui l’Italia è zona rossa occorre sempre giustificare lo spostamento attraverso l’autocertificazione. Il governo spiega però che nel modulo (clicca qui per scaricarlo) non è necessario indicare il nome delle persone da cui si sta andando: i cittadini, per motivi legati alla privacy, non sono tenuti a specificarlo. Comunque sull’autodichiarazione bisognerà indicare l’indirizzo di partenza e arrivo.

Sotto i 5mila abitanti ci si può muovere nel raggio di 30 chilometri ma senza andare nei Comuni capoluogo. Contrariamente a quanto deciso con il decreto del 3 dicembre, Palazzo Chigi ha concesso un’altra deroga spiegando che è sempre possibile (tra il 24 dicembre e il 6 gennaio) raggiungere le seconde case nel territorio regionale. Chi si trova già in una seconda casa ma in un’altra Regione non deve aspettare il 7 gennaio per rientrare: come già detto in precedenza, il ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito.

È consentito uscire di casa nei giorni festivi per andare a Messa: la partecipazione alle funzioni religiose è permessa. La vigilia di Natale la Cei anticiperà le funzioni in modo da consentire il rientro a casa per le 22. L’invito resta quello di “andare nella chiesa più vicino a casa e di portare con sé l’autocertificazione”.

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