“Dimissioni immediate di Arcuri”. Migliaia di adesioni in poche ore alla petizione on line

Sono quasi tremila le firme raccolte in Rete che chiedono le dimissioni immediate di Domenico Arcuri da commissario per l’emergenza Coronavirus. Un numero massiccio che ha mandato letteralmente in tilt il sito dell’associazione che ha promosso l’iniziativa.  Motivo della petizione on line, il clamoroso conflitto d’interessi che vede Arcuri committente di vaccini nei quali lui stesso ha investito (81 milioni di euro) come ad di Invitalia.

Tra commissario e ad Invitalia, un ruolo di troppo

A svelare il conflitto d’interessi l’associazione Luca Coscioni. Chi dirige il piano vaccinale è, infatti, allo stesso tempo l’amministratore delegato di Invitalia.  L’investimento in Reithera Srl, del quale Invitalia ha appena acquistato il 30% per 81 milioni di euro di soldi pubblici, solleva una serie di dubbi procedurali e questioni di opportunità. Evidenzia, inoltre, un grave conflitto d’interessi che riguarda il dottor Arcuri.

Il conflitto di interessi è evidente. Aggravato, inoltre, da dichiarazioni dello stesso Arcuri per il quale l’obiettivo è “raggiungere una qualche indipendenza nella dotazione di vaccini”. Nonché da eventuali azioni legali che, in qualità di Commissario all’emergenza, Arcuri stesso ha preannunciato contro aziende concorrenti rispetto a quelle nella quale ha deciso di investire. Il tutto in un contesto in cui gli Stati Membri dell’Unione europea si sono impegnati a rispettare un accordo comunitario per l’acquisto corale di vaccini. Un accordo che non prevede contratti bilaterali con cause farmaceutiche.

La petizione chiede al governo, e allo stesso Arcuri, di risolvere immediatamente il conflitto d’interessi, dimettendosi da uno dei due incarichi palesemente incompatibili, per non pregiudicare la credibilità del suo operato in un momento così difficile per il Paese e di spiegare il perché della sua scelta di investimento.

L’annuncio di Invitalia: ecco come hanno investito i soldi nel vaccino

L’investimento è stato annunciato dalla stessa Invitalia con particolare enfasi. “Gran parte dell’investimento, 69,3 milioni, sarà destinato alle attività di Ricerca&Sviluppo per la validazione e produzione del vaccino anti-Covid. La restante quota (11,7 milioni) sarà utilizzata per ampliare lo stabilimento di Castel Romano (RM), dove sarà prodotto l’antidoto. Infine, Invitalia acquisirà una partecipazione del 27% del capitale della società, a seguito di un aumento del capitale di Reithera.

Ecco perché hanno chiesto le dimissioni di Arcuri

Reithera ha già concluso, anche grazie ad un finanziamento della Regione Lazio ed in collaborazione con l’Istituto Spallanzani, la Fase I della sperimentazione, che ha dimostrato la sicurezza e l’ “immunogenicità” del vaccino. Ora, anche grazie a questo ulteriore investimento, si passa allo stadio successivo, relativo ai test di sicurezza ed efficacia. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi ad ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità di vigilanza sia europee che italiane per poter somministrare il vaccino.  Un conflitto d’interessi palese che solo il governo non ha voluto vedere.

Per firmare la richiesta di dimissioni di Arcuri: cliccare qui

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