Delirio del primario di Bergamo: “Non ti vaccini? Ok, ma se ho un posto letto libero lo do a chi crede nel vaccino”

Nella “nuova normalità” dovremo rinunciare a tante cose, anche al giuramento di Ippocrate a quanto pare. Sì perché il primario di Bergamo Luca Lorini non crede di dover “curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute”, come scritto nel giuramento (aggiornato al 2014). Perché se sei un “negazionista” Lorini non ti augura la morte ma poco ci manca: “Non condivido il pensiero di un negazionista o un no vax, ma lo rispetto. Però vorrei che lui nella sua scelta rispettasse gli altri, cioè noi. Se si ammala non deve venire in ospedale”, ha dichiarato Lorini in questa intervista rilasciata a Paolo Berizzi su Repubblica.

Un negazionista o un no-vax è “libero di morire”

Lorini poi rincara la dose: “Pensi di non avere il virus? Ok. Sei libero di ammalarti e anche di morire, ma non di togliere un posto letto a chi non è andato in giro senza mascherine a gridare contro la polizia. Uguale col vaccino. Non vuoi vaccinarti? Ok. Ma se ho un posto libero in reparto, lo do a chi crede nel vaccino”. Parole che sotto al post di Repubblica su Facebook hanno giustamente sollevato un mare di polemiche. “Complimenti al primario! Il giuramento di Ippocrate lo abbiamo messo al posto della carta igienica? p.s. non sono no-vax ma non accetto certe affermazioni da un professionista del campo!”, scrive un utente ricevendo oltre mille mi piace.

Il primario sarà tra i primi a vaccinarsi

Luca Lorini sarà tra i primi a vaccinarsi visto che gli verrà somministrato già il prossimo 27 dicembre durante il cosiddetto “v-day” (in cui arriveranno in Italia le prime 9 mila dosi). Il “capo” delle terapie intensive dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo lo fa per dare il buon esempio: “C’erano venti vaccini per l’ospedale. Di comune accordo abbiamo individuato persone rappresentative, che sono state sul campo a curare i pazienti e che possono veicolare un messaggio. Non è elegante parlare in terza persona. Lo faccio solo per capirci: se i bergamaschi, dopo tutto quello che hanno visto e vissuto da febbraio a oggi, vedono che Lorini fa il vaccino, pensano: allora è bene che lo faccia anch’io”.

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