Covid, morto quattro giorni dopo la somministrazione: l’autopsia assolve il vaccino

Anche l’ultima autopsia sembra discolpare i vaccini Covid. Dai primi esami eseguiti oggi infatti non risulterebbero collegamenti evidenti tra la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson e la morte avvenuta quattro giorni dopo. A uccidere Alberto Bozzalla Cassolo sarebbe stato un infarto. Gli accertamenti erano stati disposti dalla procura di Biella dopo che l’uomo di 61 anni, residente in Vallemosso al quale, quattro giorni pra era stato somministrato il vaccino Johnson&Johnson era morto.

Era stata la stessa famiglia a rivolgersi ai carabinieri. A quel punto la procura aveva interrotto le procedure per il funerale e disposto l’esame autoptico per escludere che la morte potesse essere legata alla somministrazione della dose di vaccino. Conclusione a cui sono giunte peraltro le autopsie eseguite nei mesi scorsi su altri due casi, che si sono verificati sempre nel Biellese, ognuno aveva ricevuto un tipo di vaccino diverso.

Il primo si era verificato a metà marzo a Cossato. Era morto Sandro Tognatti, musicista di 57 anni al quale era stata somministrata la prima dose del vaccino Astrazeneca nell’ambito della campagna vaccinale del personale docente. La sua morte aveva portato al ritiro di un lotto del vaccino Astrazeneca. L’autopsia aveva però escluso ogni correlazione con il vaccino evidenziando invece un problema cardiaco improvviso nel professore.

Il secondo caso, a Mottalciata, dice aveva perso la vira Alberto Grazioli, 72 anni, ingegnere. Era stato colto da un attacco cardiaco dopo essere stato vaccinato con Pfizer, giovedì scorso. La famiglia si era rivolta alla procura di Novara ( Grazioli era stato vaccinato a Novara) che aveva bloccato i funerali per eseguire l’autopsia che, ancora una volta, però aveva escluso una correlazione con il vaccino anticovid.

larepubblica.it

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