Covid, migrante positivo dà un morso al vigilante per fuggire dopo il furto

Nel tentativo di fuggire dopo un furto, il marocchino ha scatenato in piazza Dalmazia a Firenze. Da controlli in ospedale è emerso che il nordafricano era positivo al Covid

Prima tenta un furto in un negozio, poi aggredisce il vigilante che lo aveva fermato mordendolo e, infine, prova a resistere all’arresto da parte della polizia intervenuta sul posto.

Una storia non insolita, questa, ma che ha un finale decisamente inquietante, soprattutto per l’addetto alla sicurezza che ora teme per la propria salute. Perché il protagonista dell’azione criminale, un marocchino di 22 anni, era positivo al coronavirus. I fatti, raccontati dalla Nazione, sono avvenuti intorno alle 17 di ieri all’Ovs di piazza Dalmazia a Firenze.

L’occhio “allenato” della security interna aveva notato movimenti sospetti dello straniero che si aggirava tra gli scaffali al secondo piano, reparto indumenti. L’immigrato, a sua volta, si era accorto di essere osservato ma aveva deciso di tentare lo stesso il colpo. L’extracomunitario inizia a prendere quello che può e se lo mette addosso, quasi come se stesse provando capi da acquistare. L’intimo, invece, tenta di occultarlo in una busta.

Appagato dai capi presi, il giovane prova ad allontanarsi. Ma la fuga non dura molto. La sicurezza riesce a fermare lo straniero per controlli. Da quel momento prende il via il secondo atto dell’azione criminale. Il taccheggiatore, per evitare i controlli, comincia ad urlare e a dimenarsi. Il tutto sotto lo sguardo di numerose persone intimorite che si trovavano nel negozio.

Tra il ladro ed un vigilante inizia un “corpo a corpo”. Lo straniero sa che la polizia sta per arrivare e, per questo, fa di tutto per scappare. Il giovane, con le spalle al muro, non si fa scrupolo di prendere a morsi la guardia giurata. È il caos. Per fortuna in quel momento giungono sul posto gli agenti delle Volanti. Ma anche i poliziotti faticano non poco a bloccare il nordafricano, ormai completamente fuori di sé. Per evitare il peggio, gli agenti richiedono l’intervento del 118 perché sedassero l’esagitato. Operazione risucita.

Solo a quel punto il ragazzo viene trasportato all’ospedale Careggi a Firenze. Ma ecco la brutta sorpresa. La prova del tampone faringeo dà esito positivo al contagio da coronavirus. Un grande problema per tutte le persone che hanno avuto un contatto ravvicinato con il marocchino.

La polizia, sentito il pm Pestelli, trasferisce l’extracomunitario, accusato di rapina aggravata, nella sezione Covid del carcere di Sollicciano. Una situazione, la positività al coronavirus di un arrestato, che in merito alle condizioni di sicurezza di chi si rapporta al detenuto, del detenuto stesso e all’isolamento si riflette sulla normale procedura di convalida dell’arresto operato dalla polizia e sulla eventuale decisione di disporre la custodia cautelare. Nel caso in cui, come ha stabilito la Cassazione, l’ordinanza applicativa della misura cautelare “sia contenuta nel medesimo documento con il quale è stata disposta la convalida, essa costituisce provvedimento distinto e del tutto indipendente e autonomo, avente presupposto e finalità diverse, cosicché la invalidità del primo non si estende alla seconda”.

Da successivi accertamenti è risultato che il taccheggiatore aveva provato a portare via dal negozio vestiti, magliette e mutande per un valore complessivo di 435,89 euro.

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