Cosa accadrà dopo il 7 aprile? La domanda che si stanno ponendo gli italiani

Il governo è al lavoro sulle nuove misure da adottare per contenere l’epidemia di coronavirus nel nostro Paese dopo Pasqua. Il decreto attualmente valido, infatti, arriva fino al 6 aprile: dal 7 ne entrerà in vigore uno nuovo che detterà le regole anti-contagio fino a fine mese.

Come ha spiegato lo stesso Mario Draghi in conferenza stampa, fino al 30 aprile saranno confermate tutte le misure attuali: quindi la divisione dell’Italia in base al livello di rischio (ma continua la sospensione della zona gialla), il coprifuoco, le chiusure automatiche con un’incidenza di contagi elevata e il divieto di spostarsi tra le Regioni.

La principale novità, e probabilmente l’unica, riguarderà la scuola: il presidente del Consiglio, infatti, ha annunciato il ritorno in presenza per gli alunni dalla prima media in giù anche nelle zone rosse. Per il resto, il governo e le Regioni sembrano orientati sulla via della cautela: non è ancora arrivato il momento di parlare di riaperture, vista la diffusione delle varianti del Covid-19.

La campagna vaccinale. inoltre, procede a rilento tra ritardi e tagli alle forniture e problemi organizzativi: ora con il nuovo Piano vaccini del commissario straordinario Figliuolo si punta tutto sull’accelerata in modo da arrivare, secondo le previsioni del ministro per la Salute Roberto Speranza, a vaccinare tutti gli italiani che lo desiderano entro la fine dell’estate.

Tra pochi mesi, insomma, si dovrebbe far sentire l’impatto dei vaccini sull’andamento dell’epidemia. È probabile che da maggio, mese in cui dovrebbe anche essere possibile vaccinarsi anche nelle farmacie sempre secondo le stime di Speranza, si cominci a parlare di riaperture. Che però dovranno essere graduali e guardare sempre alla curva dei contagi.

Nel governo, però, non tutti sembrano essere d’accordo. Matteo Salvini continua ad affermare che sia “impensabile tenere chiusa l’Italia anche per tutto il mese di aprile” e chiede a Draghi di riaprire alcune attività a partire già dal 7 aprile, dove la situazione sanitaria lo permette. Le Regioni invece, da parte loro, sembrano orientate alla prudenza. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che pure appena poche settimane fa si trovava in accordo con il leader della Lega e chiedeva di riaprire i ristoranti anche la sera in zona gialla, ora frena: “Non si può allentare adesso a costo di dover richiudere a maggio”, ha detto.

 

 

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