Coronavirus, la mappa dei paesi che hanno combattuto la pandemia senza il lockdown: si può fare

A livello di nazioni, il record del mondo appartiene all’Argentina, che con i suoi 237 giorni di chiusura totale è di gran lunga il Paese che ha costretto in casa per più tempo i suoi abitanti. Senza risultati, verrebbe da dire vedendo la lista delle vittime. Sul locale invece il caso da studiare è quello della contea di Clark, in Nevada, che ha imposto la serrata a marzo dello scorso anno senza mai riaprire. Eppure questo inverno l’infezione è tornata, con due diverse ondate.

 

 

 

 

Ieri su Libero abbiamo pubblicato alcuni studi di scienziati “scettici” riguardo alle misure ultra-severe per il contenimento del virus. In sintesi la tesi di questi studiosi è che le mascherine e il distanziamento sociale servono, tapparci tra quattro mura no. Il che getta parecchie ombre sulle politiche del nostro governo. Per fare qualche esempio, il Regno Unito – che come l’Italia risulta tra i più rigidi – è anche ai primi posti al mondo per numero di morti. Il Belgio è al limite della paranoia nell’imporre divieti ai propri abitanti: a Natale era permesso invitare persone a casa propria, ma era vietato far usare il bagno agli ospiti. Eppure a Bruxelles è stata una mattanza. Al contrario, in altri Paesi, come Svezia o Corea, che non hanno mai conosciuto chiusure, le cose sono andate meglio. Insomma, il Coronavirus sembra seguire un percorso che sfugge completamente alla logica che abbiamo seguito finora. E forse tra qualche anno scopriremo che la nostra tanto logica non era. 

Il mondo del Covid è tutto un paradosso, dal Sudamerica all’Asia. Senza pretesa di scientificità, proviamo a segnalarne qualcuno. La Bolivia non si è mai permessa di dire ai suoi abitanti di murarsi in casa. Il vicino Perù invece ha seguito scrupolosamente tutte le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Ed ha fatto male: è stata strage. Forse non tutti sanno che neanche la Svizzera ha mai nemmeno raccomandato ai propri abitanti di non muoversi. E riguardo alle mascherine non si può dire che nel Ticino siano dei modelli di rigore. Eppure in Italia contiamo molte più bare delle loro. Rimanendo negli stessi Usa il discorso non cambia.

Sei governatori si sono sempre rifiutati di prevedere le serrate e hanno avuto meno deceduti degli Stati confinanti. Così oggi il Wall Street Journal definisca un fallimento totale l’idea di blindare le nazioni. I casi più noti, comunque, sono quelli di Svezia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Nessuno di questi Paesi è mai arrivato a chiudere le attività commerciali. A vedere le immagini che arrivano dalle città sembra un mondo a parte: ristoranti aperti, palestre, strade piene. In sicurezza, ma senza esagerare. Anche se tra queste realtà ci sono significative differenze. I giapponesi mettevano spesso la mascherina nei luoghi pubblici anche prima della pandemia e si sono salvati dal contagio facendo quello che noi non abbiamo osato fare: controllare gli aeroporti e imporre quarantene a chi arrivava. Esattamente come Taiwan.

La Svezia invece se ne è semplicemente fregata. Tanti hanno scritto che il modello Stoccolma ha fallito e la stessa casa reale si è lamentata. Però nella classifica delle località con più vittime gli scandinavi sono messi meglio di noi e hanno ottenuto tutto ciò limitandosi a consigliare di evitare assembramenti. La Corea del Sud è la culla del famoso tracciamento dei casi di Covid, che oggi è considerato praticamente un’utopia. Ma anche in questo caso il segreto è un altro: Seul si è isolata dal mondo. Le attività però sono sempre continuate pacificamente. Anche la scuola. Forse qualcuno si sorprenderà ad apprendere che non sono molte le amministrazioni che hanno deciso di imporre uno stop a tutte le lezioni. Perfino in Europa si contano sulle dita di una mano: oltre a noi, solo tedeschi, portoghesi e greci.

Ci sono Paesi, poi, che hanno chiuso ma che poi hanno completamente risolto il problema. Per esempio, Australia e Nuova Zelanda, dove ormai da tempo è tutto tornato alla normalità. Si va in spiaggia (nell’emisfero sud siamo a fine estate) e al pub in compagnia senza problemi. In questo caso a funzionare è la prevenzione: per pochi casi, chiudono per qualche giorno un’intera regione. Dopodiché tutto torna come prima del virus. Molto meglio che fare interi mesi in casa per aver atteso troppo.

A proposito: anche la casa del Covid, ovvero la Cina, fa così: chi arriva deve fare un lungo periodo di quarantena. E a Pechino si registrano giorni senza neanche un nuovo positivo. Su più di un miliardo di abitanti. Infine, ma questo lo segnaliamo solo per infondere un po’ di ottimismo, ci sono perfino posti dove nessuno è mai stato contagiato. Dall’altra parte del globo, tra le isole del pacifico in tanti villaggi la mascherina la indossano solo alle feste.

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