Centri sociali contro clandestini: cortocircuito a sinistra

Milano è una delle città italiane in cui la presenza dei centri sociali è più forte e radicata, anche grazie alle amministrazioni rosse che nel corso degli anni non sono intervenute per prre un freno alle occupazioni abusive degli edifici. Ma in questi giorni il capoluogo lombardo è al centro di un cortocircuito della sinistra che rischia di mandare in crisi anni di propaganda e di narrazione in favore dell’ospitalità indiscriminata dei migranti ma anche di mettere in crisi la tolleranza per i centri sociali.

Quanto accaduto nella periferia orientale della città ha dell’incredibile e sarebbe anche capace di strappare un sorriso, se non fosse una situazione tragica per la città. “Siamo al cortocircuito più paradossale per la sinistra radicale: un centro sociale che chiama la polizia per farsi difendere, all’interno di uno spazio occupato abusivamente, da un groppo di clandestini altrettanto abusivi in una palazzina a fianco”, scrive Silvia Sardone in una nota. Il consigliere comunale della Lega si riferisce a quanto accaduto nell’ex macello di viale Molise da tempo occupato abusivamente dal centro sociale Macao, dove un gruppo di immigrati ha fatto irruzione con spranghe e coltelli durante una mostra contro il razzismo.

Una situazione evidentemente fuori controllo che ha costretto il collettivo a rivolgersi alla polizia per avere aiuto. Tutto questo mentre i magrebini armati andavano a occupare gli spazi che erano già occupati dal centro sociale, il tutto come sublimazione dell’abusivismo ben noto della periferia milanese. Gli stessi che vengono supportati dal centro sociale gli si sono rivolti contro, un paradosso che non può che avere come sfondo la Milano dell’accoglienza indiscriminata e del buonismo a tutti i costi.

“In queste palazzine occupate ho svolto diversi sopralluoghi trovando situazioni indecenti e disumane. Fa sorridere che il centro sociale denunci la violenza degli extracomunitari che loro stessi vogliono accogliere a tutti i costi. Ringrazio le forze dell’ordine per l’estrema professionalità nell’intervenire anche a difesa di chi li odia sia a parole che coi fatti”, ha concluso Silvia Sardone.

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