Cenone, ristoranti e spostamenti: ecco il “piano speciale” per Natale

Salvare il Natale, le relazioni familiari e l’economia: questo l’obiettivo del governo in vista delle ultime festività dell’anno. “Ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe”, ha annunciato ieri Sandra Zampa, sottosegretario del Ministero della Salute.

Infatti, come spiega anche ilGiornale in edicola oggi, l’esecutivo starebbe pensando a un “piano speciale” per concedere alcuni allentamenti in occasione della festa liturgica per eccellenza: le ipotesi dovranno diventare presto misure concrete, visto che entro il prossimo 3 dicembre bisognerà dare vita all’ennesimo Dpcm che fisserà le norme fino alla fine del 2020. Il timore è che un rapido ritorno alla normale socialità possa far risalire la curva dei contagi: ecco perché verrà comunque vietata ogni forma di assembramento, imponendo di conseguenza lo stop a feste e banchetti. Per Capodanno invece non dobbiamo aspettarci nulla di più: “Non saranno permessi ritrovi in piazza e feste come negli anni passati”.

Il “piano speciale” per Natale

A partire dal 4 dicembre l’orario dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22, prevedendo eventualmente l’apertura dei centri commerciali nel fine settimana. Nelle zone “gialle” potrebbe essere fatta un’eccezione per quanto riguarda la riapertura dei servizi di ristorazione: bar e ristoranti, ad esempio, potrebbero tenere le serrande alzate anche la sera ma sempre con un massimo di 4 persone al tavolo. Appare tuttavia improbabile che questa deroga possa valere anche nel periodo delle festività. Si parlava della possibilità di tenerli aperti a pranzo nelle aree “arancioni”, ma la rigida posizione del ministro Roberto Speranza porta a escludere sempre più questa opzione.

Delicato il tema relativo agli spostamenti: secondo il sottosegretario Zampa soltanto in via eccezionale, sempre se i dati lo permetteranno, “si potrà spostarsi da una Regione a un’altra”. Allo studio, riporta il Corriere della Sera, vi è una norma per individuare alcune situazioni specifiche evitando che il tutto si traduca in una mobilità libera. La volontà resta quella di consentire ai familiari di rivedersi almeno durante il Natale. Al fine di favorire il passaggio di alcune Regioni in zona “gialla”, potrebbe essere istituita la chiusura delle aree più a rischio con tanto di divieto di spostamento e serrata per negozi e ristoranti. Per le scuole non dovrebbero esserci novità: almeno fino al 7 gennaio 2021 si continuerà con la didattica a distanza nelle superiori e verrà prolungata la chiusura delle università.

Cosa cambia dentro casa

A ridosso di Natale potrebbe essere poi decretata un’ulteriore stretta: coprifuoco anticipato e stop alla mobilità tra Comuni. Come si legge su Il Messaggero, un ministro spiega che però questo giro di vite può “disinnescare il rischio del cenone della Vigilia e del Capodanno, non quello rappresentato dal pranzo di Natale, di Santo Stefano, dai pomeriggi con tombolate, mercante in fiera, 7 e mezzo, panettone e torrone”. Si farà dunque affidamento al senso di responsabilità degli italiani: “Evitiamo incontri con più di 6 persone, limitiamo al massimo gli inviti di amici e familiari non conviventi”.

Ovviamente le decisioni del governo si baseranno sui dati del monitoraggio, escludendo comunque un liberi tutti. Ma l’allarme di Giuseppe Ippolito è chiaro: “Non è perché è Natale che si debbano usare misure diverse”. Un avvertimento lanciato visto che in questi giorni tutti i Paesi stanno valutando i rischi delle festività sulla base della dinamica della pandemia: “Negli Usa, dove è stato registrato 1 milione di nuovi casi di Covid-19 nella sola ultima settimana, i Centers for diseases control hanno emanato raccomandazioni per il giorno del ringraziamento, il prossimo 26 novembre”.

Il direttore scientifico dello Spallanzani e il componente del Comitato tecnico-scientifico ha sottolineato che le possibilità di applicare le misure di sicurezza dipendono dalle dimensioni dell’abitazione, dalla disponibilità degli spazi, “dalla capacità dei singoli, adulti e bambini, di evitare effusioni”. Tenendo sempre in considerazione che l’uso della mascherina “è parte essenziale delle misure di controllo”.

ilgiornale.it

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