C’è il colpo di scena sul Dpcm? Cosa può cambiare sugli spostamenti delle Feste

Il discorso sul Dpcm di Giuseppe Conte non si è ancora concluso. Nonostante sia stato firmato il 3 dicembre e sia in vigore dal 4, le polemiche sulle misure restrittive non si sono ancora placate.

I punti maggiormente contestati dalle regioni e dai comuni riguardano l’ulteriore stretta prevista per il 25 e il 26 dicembre e per il 1 gennaio, quando saranno vietati tutti gli spostamenti all’esterno dei comuni. Una decisione che di fatto impedisce a moltissime famiglie di riunirsi nei giorni di Natale e, quindi, evita di creare assembramenti, ma dall’altra parte impedisce in molti casi di trascorrere le feste con i genitori anziani, che rischiano la solitudine. Ecco perché questo punto è ancora argomento di discussione, con le Regioni che all’unanimità lo hanno contestato, avanzando una controproposta. Ma cosa sarà permesso e cosa no nei giorni di festa, dal 20 al 6 gennaio, in base al Dpcm?

Spostamenti tra le regioni

Gli spostamenti tra una regione e l’altra, nel caso queste siano in zona gialla, sono consentite non oltre il 20 dicembre. Dal 21 dicembre e fino al 6 gennaio, il decreto legge del 2 dicembre 2020, entrato in vigore il 3 dicembre, non sarà consentito di uscire dalle regioni e/o dalle povince autonome.

Spostamenti tra i comuni
Gli spostamenti tra comuni diversi, nel caso questi siano un una regione gialle, sono consentiti sempre tranne il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio. Questa è una decisione fortemente richiesta dal governo, che viene contestata dalle Regioni e dai sindaci, ma sulla quale i ministri Boccia, Speranza e Franceschini non sembrano propensi a fare un passo indietro. Il presidente della Regione Piemonte in queste ore si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio, portando l’esempio della sua regione ma facendo leva su una situazione diffusa nel Paese: “Il Piemonte è una regione in cui la presenza di comuni di piccole dimensioni demografiche rappresenta la stragrande maggioranza dei municipi, sono 1.046 infatti i Comuni nei quali la popolazione è al di sotto dei 5.000 abitanti. Comprenderai quindi quanto sia grande il sentimento di scoramento di moltissimi cittadini”. La proposta che viene inoltrata è quella di estendere il divieto di spostamento alle province, non più ai comuni, appellandosi al buon senso ma il ministro Speranza pare abbia già dato parere negativo.

Seconde case

Il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio non sarà possibile raggiungere la seconda casa se questa si trova fuori dal comune di domicilio o residenza, anche nelle regioni gialle. Chi vorrà trascorrervi le feste dovrà trasferirsi lì entro il 24 dicembre. Nel caso in cui la seconda casa si trovasse all’esterno del territorio regionale di domicilio o residenza, sarà possibile raggiungerla entro il 20 dicembre e non oltre, ma solo se le regioni in questione sono entrambe in zona gialla. Il caso contrario restano ferme le disposizioni di divieto. Non sarà possibile appelalrsi al “ricongiungimento familiare” nel caso in cui il partner dovesse trasferirsi prima insieme ai figli minori.

Sanzioni

Da 400 a 3mila euro per chi viola il dpcm
Chi venisse individuato dalle forze dell’ordine in servizio in una fattispecie non consentita dal Dpcm incorre in una sanzione che va da 400 a 1.000 euro a meno che non possa dimostrare il giustificato motivo di lavoro, salute e necessità.

Rientro dall’estero

Chiunque si trovi all’estero e sia partito prima del 20 dicembre, e voglia farvi riento dopo il 6 gennaio, è tenuto a sottoporsi all’isolamento fiduciario, come indicato dalla circolare del Viminale: “Dovranno sottoporsi all’obbligo dell’isolamento anche coloro che siano usciti dal territorio nazionale prima del 21 dicembre 2020 o vi facciano rientro dopo il 6 gennaio”. La misura è valida per viaggi in: Belgio, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Repubblica Ceca, Romania, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori al di fuori del continente europeo).

ilgiornale.it

Rispondi