Caso Scanzi, Codacons denuncia la Berlinguer: “Risorse Rai utilizzate impropriamente”

“Mezzi e risorse della Rai, pagate dai cittadini, messe a disposizione di Andrea Scanzi per una difesa privata e senza contraddittorio”.

Con questa motivazione il Codacons ha denunciato Bianca Berlinguer all’Ordine dei Giornalisti.

Nell’ultima puntata del format di Rai3 (in onda martedì 23 marzo) Bianca Berlinguer ha dato spazio al giornalista de Il Fatto Quotidiano per parlare della polemica scatenatasi in seguito alla sua vaccinazione come riservista della regione Toscana. Andrea Scanzi si è difeso dalle accuse di aver sfruttato un canale privilegiato per ottenere una dose di vaccino AstraZeneca al posto di soggetti fragili, in quanto caregiver che assiste i genitori anziani. Una difesa senza contraddittorio, quella andata in onda a Cartabianca, che ha scatenato la dura reazione del Codacons: “Grave il comportamento della Rai che ha ceduto il servizio pubblico ad un privato giornalista per farlo difendere. Denunciamo all’Ordine dei Giornalisti Bianca Berlinguer per aver messo il servizio pubblico e disposizione di Andrea Scanzi, consentendo al giornalista di utilizzare mezzi e risorse Rai – pagate dai cittadini – per una difesa senza contraddittorio”.

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Bianca Berlinguer non è però l’unica ad essere finita nel mirino del Codacons. L’associazione dei consumatori ha pubblicato una nota ufficiale sul suo sito, nella quale annuncia di aver presentato un esposto alla procura di Arezzo contro la Asl Toscana Sud Est e contro la Regione Toscana.
Il Codacons ha chiesto l’intervento delle autorità per verificare come Scanzi potesse rientrare nella “lista dei panchinari” in veste di caregiver – che si occupa dei genitori anziani – quando in realtà andava in tour con il suo spettacolo teatrale con oltre 150 repliche. “Le disposizioni del Ministero della salute – si legge nella nota ufficiale del Codacons – prevedono infatti il diritto alla vaccinazione solo per chi si prende cura in modo continuativo e costante di disabili o soggetti fragili: come può conciliarsi tale requisito con l’attività di Andrea Scanzi”.

Alla Procura l’associazione ha sollecitato, inoltre, una verifica sull’iniziale inesistenza della lista dei soggetti riservisti, il cui modulo di iscrizione sarebbe stato pubblicato on line dalla Asl Toscana Sud Est solo sabato scorso, ovvero il giorno dopo la vaccinazione di Scanzi. Dubbi sui quali dovrà ora pronunciarsi la Procura di Arezzo, per chiarire se Scanzi avesse realmente diritto alla vaccinazione prioritaria e se ci siano stati abusi da parte dell’Asl e della regione Toscana nella procedura seguita. Dalle dichiarazioni rilasciate proprio da Scanzi a Cartabianca, infatti, “sarebbe stata l’Asl a telefonare ripetutamente al giornalista per invitarlo al vaccino e non agli ultraottantenni aretini”.

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