Casaleggio a Roma con Grillo: “Su Draghi voto su Rousseau”

La crisi di governo e del Movimento 5 Stelle chiama, Beppe Grillo risponde. Il comico genovese ieri sera sarebbe arrivato a Roma per affrontare il delicato momento dei gruppi pentastellati, spaccati per quanto riguarda un eventuale sostegno al governo guidato da Mario Draghi.

Non sono ancora giunte conferme ufficiali, ma non è da escludere che il garante del M5S possa far parte della delegazione e dunque partecipare personalmente alle consultazioni di domani con l’ex governatore della Banca centrale europea. Prima pottrebbe esserci addirittura un colloquio con Davide Casaleggio: come riferisce l’Adnkronos, il presidente dell’associazione Rousseau si troverebbe nella Capitale da martedi scorso per una serie di incontri anche con esponenti gialli e nelle prossime ore potrebbe avere un faccia a faccia con il fondatore grillino. Il confronto potrebbe portare alla consultazione degli iscritti sulla piattaforma per ottenere il via libera degli elettori. “Ho incontrato diversi parlamentari e ministri qui a Roma. Qualunque sarà lo scenario politico possibile c’è ampio consenso sul fatto che l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 Stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau”, avrebbe infatti dichiarato Casaleggio.

Al centro delle discussioni vi è appunto l’appoggio o meno a un esecutivo tecnico-politico a guida Draghi. In casa 5 Stelle l’accelerazione decisiva verso il “sì” è avvenuta dopo le parole dell’ormai ex premier Giuseppe Conte nel corso dello show fuori Palazzo Chigi. L’avvocato si è fatto promotore della salvaguardia di un’alleanza tra pentastellati, Partito democratico e Liberi e uguali. Si è rivolto agli “amici” del M5S a cui ha fatto una promessa chiara: “Per voi ci sono e ci sarò”. Un limpido segnale per candidarsi alla guida di un gruppo allo sbando totale, dilaniato al proprio interno a causa delle diverse correnti di pensiero. In sostanza, come fa notare Pasquale Napolitano su ilGiornale in edicola questa mattina, il comizio in piazza è servito per fare i primi passi al fine di scalare il Movimento e federare i giallorossi.

La mossa di Grillo

Vi sarebbero dunque i presupposti per un’entrata in grande stile di Giuseppi nel M5S: lo stesso Grillo avrebbe avanzato una serie di rassicurazioni relativamente al ruolo di spessore di Conte nella dirigenza. Per l’ex presidente del Consiglio si prospetta così una doppia veste cruciale: leader dei 5 Stelle e candidato premier di tutto il centrosinistra. “I contatti tra i due sono assidui negli ultimi giorni”, riferiscono fonti interne. A questo punto si può dire addio all’ipotetico partito di Giuseppi, dopo le voci su una lista personale con connotazioni centriste, europeiste e progressiste. Da Palazzo Chigi avrebbero svelato che l’ipotesi del partito non è stata altro che “un’arma tattica da utilizzare nei confronti degli alleati di governo”.

Alla finestra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che starebbe apprezzando le dichiarazioni e le prese di posizione dei partiti dopo aver conferito l’incarico all’ex governatore della Bce. Filtra un cauto ottimismo sulla buona riuscita della crisi politica, che potrebbe sbloccarsi con il “sì” dei pentastellati. Come scrive Marco Antonellis su Tpi, dal Quirinale spiegano che “l’importante ora è far decantare la tensione, poi il resto verrà da sé”. In molti hanno rivelato che sullo sfondo del dietrofont di Luigi Di Maio vi sarebbe la mossa del Colle, che avrebbe spinto l’ex ministro degli Esteri a sedersi al tavolo del dialogo con Mario Draghi.

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