Cambiano i parametri dei colori? Ora si temono lunghe chiusure

Prepariamoci ad altre chiusure. Anche l’inizio del 2021 sarà caratterizzato da una serie di norme che limiteranno ulteriormente le nostre libertà.

Preoccupato dalla situazione epidemiologica, il governo sta studiando un provvedimento ponte per uniformare su tutto il territorio nazionale le restrizioni (senza distinzione di fasce di colori) dal 7 al 15 gennaio in attesa di partorire un nuovo Dpcm. Nella giornata di ieri si è tenuto un vertice tra il premier Giuseppe Conte, Roberto Speranza e il Comitato tecnico-scientifico. Nel corso del confronto sono emerse diverse ipotesi, come l’anticipo del coprifuoco alle ore 20, il prolungamento del divieto di spostamento tra Regioni e del divieto di ospitare in casa più di 2 persone non conviventi. I giallorossi oggi vorrebbero fare un’ordinanza a validità immediata.

Si è parlato anche della possibilità di tenere l’intero Paese in zona arancione nel weekend del 9 e 10 gennaio, chiudendo dunque le attività di ristorazione e vietando di muoversi tra Comuni. Ma c’è chi non sembra accontentarsi e vuole un pugno più duro dopo l’Epifania. Tra questi vi è il ministro della Salute. “Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi”, ha fatto sapere. Comunque, tengono a sottolineare, verrà mantenuta la salvaguardia dei piccoli territori sotto i 5mila abitanti: saranno possibili gli spostamenti entro i 30 chilometri, ma non ci si potrà dirigere verso i capoluoghi di provincia.

Cambiano i parametri?

La giornata inizierà con una serie di incontri con enti locali, esperti, scienziati e ministri. Per oggi è previsto un nuovo vertice di governo: l’intento è quello di chiudere immediatamente l’ordinanza ponte del ministro Speranza, firmandola magari già stasera. Nel nuovo pacchetto di misure molto probabilmente verranno rivisti al ribasso gli indicatori che determineranno i colori, ovvero verranno resi più stringenti. A subire una significativa modifica potrebbe essere l’indice di trasmissibilità Rt: la soglia che fa scattare la fascia arancione sarebbe abbassata a 1 (invece dell’attuale 1,25), mentre per la fascia rossa basterebbe il raggiungimento di un Rt pari a 1,25 (invece dell’attuale 1,50). Ecco perché si temono nuove lunghe chiusure.

Iniziano ad arrivare conferme sulla serrata in 6 regioni: arancione per Calabria, Liguria e Veneto a cui potrebbero aggiungersi Basilicata, Lombardia e Puglia. Sotto osservazione finiscono pure Emilia-Romagna e Lazio. Le decisioni ufficiali verranno prese in seguito al report del prossimo venerdì.

Intanto si inizia a parlare di zona bianca a partire dal 15 gennaio. Un risultato che, se raggiunto, testimonierebbe un miglioramente delle condizioni di una specifica Regione. Una sorta di fascia libera che sarà assegnata alle Regioni più virtuose in termini di contagi, ricoveri e di vari dati relativi alla pressione del Covid-19 sugli ospedali. Così in quei territori dove il Coronavirus circola meno potrebbero riaprire bar e ristoranti (senza limiti di orario), le palestre, le piscine, i musei, i teatri, le sale da concerto e i cinema. Rispettando ovviamente il distanziamento tra le persone e mantenendo l’obbligo di indossare la mascherina. Da non escludere l’eliminazione del coprifuoco. A sperare sono le Regioni con l’Rt più basso: Abruzzo (0,65), Piemonte (0,71), Provincia autonoma di Bolzano (0,76), Provincia autonoma di Trento (0,71), Toscana (0,79) e Sardegna (0,78).

ilgiornale.it

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