“Aveva la stessa auto vista dal testimone ma non lo ha detto ai Carabinieri”

La trasmissione Ore 14 di Milo Infante, sul caso Denise Pipitone, ha reso noto che Giuseppe Della Chiave avrebbe omesso di avere nel 2004 un’auto compatibile con quella in cui sarebbe stata vista Denise il giorno della sua scomparsa dal teste anonimo. Inoltre, sono stati elencati i depistaggi fatti da Jessica Pulizzi con le sue varie bugie e negazioni. Qualche settimana fa, l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera anonima riguardante Denise Pipitone.

Il mittente anonimo ha riferito di aver visto il giorno della scomparsa, a circa 45-60 minuti dalla sparizione, Denise in un’auto scura in compagnia di altre tre persone. Giuseppe Della Chiave, oggi indagato secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe omesso di avere, tra le sue varie proprietà, un’auto dello stesso modello a cui fa riferimento la lettera anonima. Il modello è conosciuto ma non è stato reso noto. Tale auto sarebbe stata acquistata il 3 maggio del 2004.

È quanto riportato nella puntata del 7 giugno di Ore 14 da Milo Infante, che ci ha tenuto a precisare che questo non implica una colpevolezza di Della Chiave, in quanto potrebbe essere solo una coincidenza. Ricordiamo che secondo la ricostruzione della testimonianza del sordomuto Battista Della Chiave, quest’ultimo avrebbe visto l’1 settembre 2004 la piccola Denise in braccio al nipote Giuseppe in Via Rieti: in tale via si trovava il magazzino in cui lavorava Battista e qui fu agganciata una telefonata destinata all’utenza della madre di Anna Corona il giorno della scomparsa.

Il particolare dell’avvistamento da parte dello zio Battista sarebbe stato sempre negato da Giuseppe, il quale ha sempre dichiarato di essere andato, quel giorno, al ristorante Il veliero dove lavorava come cuoco e gestore. Si sa però che il mercoledì era il giorno di chiusura del ristorante e nessuno dei suoi colleghi era lì presente. Si ricorda anche che Giuseppe Della Chiave il 5 marzo 2013 negò di conoscere Anna Corona e di averla mai vista, ma secondo i suoi colleghi Anna Corona era una cliente fissa de Il veliero e tra l’altro era stata una collega di lavoro di Giuseppe presso il Baglio Calia nel 2002-2003.

Milo Infante ha parlato ironicamente di un virus che avrebbe colpito nel 2004 la memoria di molti abitanti di Mazara del Vallo che nel corso delle indagini hanno spesso omesso o negato informazioni rilevanti. Il riferimento è anche a Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise e assolta in tutti e tre i gradi di giudizio. Jessica avrebbe fornito alla polizia, il 2 settembre 2004, un numero di cellulare da lei inutilizzato da un mese (dal 3 agosto 2004). La polizia avrebbe avuto conoscenza di ciò solo una settimana dopo.

Tale depistaggio provocò un ritardo dell’attività captativa svolta sull’utenza della ragazza che ebbe così inizio solo l’8 settembre: “addio intercettazioni nella fase più delicata dell’indagine”, si esprime Infante. Pulizzi avrebbe inoltre dichiarato il 2 e 3 settembre 2004 di non essersi mossa da casa la mattina di quell’1 settembre, per poi modificare la sua versione quando i primi riscontri sulle sue celle telefoniche hanno dimostrato il contrario: Jessica dichiara così l’11 settembre di essere uscita per andare al mercato, per poi andare a trovare la madre Anna in albergo prima delle 11 di mattina e infine sarebbe poi tornata a casa per preparare il pranzo alla sorella Alice. Tale versione è stata però smentita dal padre Piero Pulizzi che ha dichiarato di non aver trovato in casa Jessica alle 13 e dalla vicina Giacoma Pisciotta che la vede rientrare dopo le 13.

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