Arriva la nuova variante. “Eek sfugge ai vaccini”. Italia, controlli al rientro

Un nome con cui dovremo prendere confidenza: Eek. È la nuova variante del virus che questa volta arriva dall’Asia, e che risulta piuttosto resistente ai vaccini.

Dopo le varianti inglese, brasiliana, sudafricana, nigeriana, californiana del coronavirus, entra in gioco anche quella giapponese. E peggio, non sarebbe compatibile con l’infezione a cui siamo abituati.

La mutazione della proteina spike E484k, la Eek infatti sembrerebbe sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione da Covid e anche ai vaccini sviluppati finora. Una notizia ancora più preoccupante visto che proprio in Giappone il 23 luglio prossimo si terranno le prossime Olimpiadi, chiuse comunque al pubblico straniero. La manifestazione era già stata rinviata lo scorso anno proprio per lo scoppio della pandemia. Ora l’organizzazione trema.

A mettere in allarme i medici di Tokio dove il 70 per cento dei pazienti ricoverati a marzo per Covid, in uno dei principali ospedali della capitale, il Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital, e sui quali è stato realizzato il sequenziamento del virus, sono risultati infettati da questa variante. Il sequenziamento è stato realizzato su 14 pazienti; 10 erano stati contagiati dal virus mutato.

Variante che, pur essendo già nota, sembrerebbe essersi sviluppata in modo indipendente in Giappone, dato che nessuna delle persone affette aveva viaggiato all’estero o era entrata in contatto con qualcuno che avesse varcato i confini nazionali.La notizia arriva nel corso di una nuova impennata di infezioni che ha investito in particolar modo la città di Osaka e altre due prefetture dell’arcipelago, Hyogo e Miyagi, dove da ieri sono entrate in vigore restrizioni simili a quelle revocate due settimane fa nella capitale Tokyo.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, le varianti di cui si parla per il Giappone sembrano essere più contagiose; non è chiaro se siano più resistenti ai vaccini. In Giappone la vaccinazione su larga scala della popolazione non è ancora cominciata. «Che ci siano delle varianti di Covid non deve stupire si calcola ce ne possano essere 1200, di cui 400 sono sotto osservazione ma neanche terrorizzare» commenta Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano.

Intanto arrivano novità per chi rientra in Italia dall’estero: la quarantena di 5 giorni per chi torna dai Paesi fuori dalla Ue dove si è recato per turismo, o per chi entra in Italia con la stessa finalità da un Paese Ue, è prorogata fino al 30 aprile. E Regno Unito, Irlanda del Nord, Austria e Israele tornano nell’elenco degli «Stati sicuri» quindi non sarà più obbligatorio rimanere in isolamento fiduciario per due settimane. È l’effetto dell’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

La procedura per chi torna da uno Stato dell’Unione Europea prevede il test negativo effettuato prima dell’ingresso in Italia, l’isolamento per 5 giorni e per uscire bisogna avere l’esito negativo di un altro tampone antigenico o molecolare. La quarantena per 5 giorni (e non più 14 come previsto fino ad ora) scatta anche per l’Austria ma non per chi proviene dal Tirolo che dovrà rimanere in quarantena per 14 giorni, il Regno Unito, l’Irlanda del nord, Israele. Per tutti gli altri Stati fuori dall’Unione Europea rimane invece l’obbligo di quarantena per 14 giorni.

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