Arrestato terrorista islamico algerino a Bari: ha dato appoggio logistico ai terroristi della strage al Bataclan

Un algerino di 36 anni che 6 anni fa fornì appoggio logistico ai terroristi islamici autori, fra l’altro, della strage del Bataclan è stato intercettato e arrestato ieri a Bari dalla polizia con l’accusa di partecipazione ad organizzazione terroristica. L’algerino, secondo quanto accertato dagli investigatori del Servizio per il Contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della polizia di Stato e dalla Digos di Bari, appartiene all’organizzazione terroristica dell’Isis.

Il suo contributo logistico al gruppo di terroristici islamici che quel 13 novembre del 2015 portarono morte e terrore a Parigi si sostanzia, secondo le indagini dell’intelligence francese e della polizia italiana, nella fornitura di documenti falsi ai terroristi che fecero 130 morti – 90 solo al Bataclan fa cui la giovane italiana Valeria Solesin – e 416 feriti nel corso delle sparatorie contro persone inermi in vari quartieri della città di Parigi, secondo un piano preordinato.

Le indagini, infatti, hanno consentito di accertare, la vicinanza dell’algerino ora indagato ad ambienti radicali di matrice jihadista. Ma, soprattutto, la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, dello Stade de France e degli attacchi armati concentrati nella I, X e XI arrondissement, avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015.

Al commando di almeno 10 terroristi islamici, comprese alcune donne, che per 4 ore seminarono terrore e morte fra Parigi e Saint Denis, nella regione dell’Île-de-France, con sei sparatoria, diversi attacchi suicidi, e tre esplosioni nei pressi dello Stadio, l’algerino arrestato ieri a Bari ha garantito la disponibilità di documenti contraffatti.

Ulteriori particolari dell’inchiesta, che ha portato all’arresto dell’algerino coinvolto nella strage del Bataclan, saranno spiegati, nel corso di una conferenza stampa, dal capo della Procura di Bari, Repubblica Roberto Rossi, dal procuratore aggiunto Francesco Giannella e dagli investigatori della polizia che hanno sviluppato l’indagine.

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