Anche in Svezia adesso c’è chi chiede di uscire dall’Ue

Ora che la Gran Bretagna è fuori dall’Ue alcuni osservatori si chiedono chi sarà il prossimo a voler uscire. I movimenti euroscettici sono in continua crescita e in diverse nazioni aumenta di volume il dibattito sull’ipotesi “exit”. Tanto da arrivare fino in Svezia.

Alcune settimane fa in Polonia il settimanale conservatore Do Rzeczy si chiedeva se non fosse il caso di iniziare a ragionare di “Polexit”. Certo, secondo i sondaggi l’80% dei polacchi vorrebbe rimanere nel consesso comunitario. E’ però anche vero che il governo di Varsavia non ha esitato, in passato, a contrapporsi più volte a Bruxelles in difesa dei propri interessi. Prova ne siano il rifiuto di adottare l’euro e i veti posti in sede di trattativa contro il Recovery Fund. Sarebbe facile pensare alla Polonia come una caso isolato. Non è così, visto che anche in Svezia il tema sembra sempre più all’ordine del giorno.

In Svezia sempre meno contenti dell’Ue

A tale proposito è degno di nota un intervento dell’europarlamentare Peter Lundgren. L’esponente del partito nazionalista ed euroscettico Democratici Svedesi si è chiesto perchè i suoi concittadini dovrebbero indebitarsi a sostegno dell’Ue, senza poter ottenere nulla in cambio. Una presa di posizione nient’affatto isolata: la Svezia è una delle nazioni più critiche rispetto al Recovery Fund.

In un recente sondaggio, inoltre, il 57,2% degli svedesi ha dichiarato di essere a favore della permanenza nell’Ue. Percentuale in calo rispetto al 60,1% di poco tempo prima e probabilmente destinata a crescere man mano che non si verificheranno tutte le tragedie che i commentatori pronosticavano per il Regno Unito dopo la Brexit. Tanto più che, nel 2003, il 57% dei residenti votò contro l’adozione dell’euro. Posizione che nel frattempo ha raccolto ulteriori proseliti: in Svezia, oggi, i contrari all’eventualità di un ingresso nell’eurozona sono, stando sempre ai sondaggi, oltre il 64%.

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