Altre otto regioni oltre alla Lombardia, dati catastrofici: la situazione precipita, mezza Italia a un passo dal lockdown

Di un lockdown generalizzato su tutto il territorio nazionale, per ora, nessuno si azzarda ancora a parlare (a parte Guido Bertolaso, che poche ore fa ha parlato di Italia verso “zona rossa unica”, eccezion fatta per la Sardegna). Ma potrebbe essere solo questione di ore. Perché la realtà è che, se il trend degli ultimi giorni sarà confermato nelle prossime 24 ore, come in molti si aspettano ed è purtroppo lecito attendersi, da lunedì 8 marzo gran parte delle Regioni italiane potrebbe finire per trovarsi in zona rossa o arancione.

Tutto dipenderà dagli esiti del monitoraggio quotidiano su numero di contagi, percentuale di tamponi positivi e indice RT che verrà reso noto domani, venerdì 5 maggio, ultimo giorno della settimana. Quanto osservato negli ultimi giorni lascia ben poche speranze: già ieri, il numero di nuovi contagi nelle 24 ore aveva scavallato quota 20mila (20.884 per la precisione), con una percentuale di tamponi positivi rispetto al totale ben sopra il 5%.

E così, è praticamente certo che da lunedì possano finire in zona rossa l’Emilia Romagna, la Campania e l’Abruzzo. A rischio zona arancione ci sono invece Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, mentre Lazio e Puglia sono al limite dei parametri che fanno scattare le aree a maggiori restrizioni. Un caso a parte è la Lombardia, dove la percentuale di positività sui tamponi è schizzata dal 5% delle scorse settimane a picchi di 9 o 10 degli ultimi giorni, mentre i ricoveri continuano a salire, con il dato delle terapie intensive che nelle ultime 24 ore ha fatto segnare un preoccupante +35. E dove da domani, venerdì 5 marzo, gli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse, coi soli asili nido che resteranno aperti.

Lo scenario che ci possiamo attendere da inizio settimana prossima in gran parte del paese, dunque, è quello purtroppo tristemente già noto: bar, ristoranti, negozi, tutti chiusi. Davanti a questo scenario basteranno le indicazioni dettate dall’ultimo Dpcm a fermare il rischio di una terza ondata? Anche se nessuno ha voglia di confermarlo, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un lockdown generalizzato: addirittura con un coprifuoco anticipato dalle 22 alle 20 e ulteriori restrizioni ai movimenti delle persone.

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